(foto di Alessandro Torelli per Ac Carpi)

Inaugurato il 21 ottobre 1928, l’impianto è un velodromo intitolato alla memoria di un partigiano ucciso dai fascisti a Modena nel 1944. La capienza è di 5.500 spettatori, 689 dei quali riservati alla tifoseria avversaria. Nel 2016 la curva Ovest dei sostenitori di casa è stata avvicinata al campo con una struttura in tubolari. La settimana scorsa, al ritorno dalla partita di Ravenna, si è verificata una rissa tra supporters biancorossi dopo un diverbio “interno” scoppiato durante la trasferta

Altra trasferta, altro stadio, altro velodromo. Inaugurato il 21 ottobre 1928, lo stadio Sandro Cabassi è il principale impianto sportivo di Carpi, capace di contenere 5.500 spettatori, di cui 689 ospiti. Il terreno è in erba naturale.

Come da ormai consolidata e triste tradizione italiana, la curva di casa è stata “avvicinata” al campo nel 2016 costruendo una struttura in tubolari, probabilmente provvisoria come lo sono le cose in Italia, cioè eterne. L’ultimo esempio in questo senso è Carrara. Tifosi senza dubbio soddisfatti per vicinanza e nuova visuale, anche perché in precedenza i ragazzi della curva Ovest erano costretti ad assistere alle partite casalinghe da una scomodissima e lunga tribuna distante dal rettangolo verde, che correva lungo la sponda ellittica del velodromo. La stessa condizione che tocca ancora oggi ai tifosi ospiti.

Sempre in linea con la tradizione italiana di intitolare tutti i pezzi dello stadio a qualcuno, il 24 dicembre 2016 la Curva Ovest viene intitolata ad Alberto Bertesi e Guerino Ciccio Siligardi, due personaggi di spicco nella storia del calcio carpigiano. Bertesi è stato infatti uno storico dirigente scomparso nel 2012 a 87 anni, mentre Guerino Siligardi detto Ciccio, ha difeso la porta di Modena, Carpi, Gubbio, Catanzaro e Salernitana e poi allenato a più riprese proprio i biancorossi.

Il nome dello stadio invece ricorda Sandro Cabassi, partigiano con nome di battaglia “Franco”, nato a Mantova il 12 settembre 1925 e ucciso dai fascisti a Modena il 26 ottobre 1944. Nell’immediato dopoguerra il Comune di Carpi gli intitolò l’impianto cittadino, utilizzato allora dal Carpi Football Club 1909 e allo stesso tempo il Comune di La Spezia gli dedicò una piazza. Avvenne così un passaggio di consegne nei nomi, dato che dal 1939 lo stadio portava il nome di Mario Papotti, un “legionario” fascista caduto a fianco dei franchisti nella guerra civile spagnola.

Da segnalare lo sfortunato esilio (ci metteremmo la firma) del Carpi nella stagione 2015-16 al Braglia di Modena per disputare la prima e unica stagione di serie A.

Un episodio alquanto strano e decisamente anomalo per la tifoseria del Carpi è quello accaduto pochi giorni fa, dopo la trasferta di Ravenna. E’ stata infatti una vera e propria imboscata quella subita da alcuni tifosi biancorossi, di rientro dalla sconfitta in terra romagnola. Una volta giunti in città attorno alle 22, proprio vicino allo stadio Cabassi, è scoppiata una rissa in piena regola, in cui si racconta che siano volati calci, pugni e anche qualche bottigliata. Sembra che i diverbi fossero nati proprio a Ravenna e che ci sia stato tutto il tempo per organizzare un appuntamento al ritorno in città per evitare disordini dentro il settore ospiti. Animi tesi quindi, che lasciamo volentieri ai protagonisti, per concentrarci sul calcio giocato.