La sud era quasi esaurita e ha celebrato la promozione in B con i ringraziamenti per la squadra, il tecnico e il presidente, con il quale si è definitivamente chiusa la cicatrice aperta cinque anni fa. Esposto anche un messaggio polemico contro le squadre B e il presidente Marani, che poi ha premiato gli amaranto. Lungo viale Gramsci, un tributo all’avvocato Ciabattini
Il risultato non è stato il massimo della vita e l’Arezzo non beccava 5 gol al Comunale dal 21 ottobre 2020. Quel mercoledì gli amaranto vennero strapazzati dal Padova e a fine torneo retrocessero in D dopo l’amaro pomeriggio di Cesena. Era il 2 maggio 2021, stesso giorno di ieri perché la storia ama questi intrecci strani. Ma stavolta il clima era completamente diverso e il ko di Supercoppa con il Vicenza è passato velocemente nel dimenticatoio, tant’è che al termine del match c’è stata la premiazione della squadra e poi la seconda parte della festa con i tifosi. La prima, partecipata da una folla oceanica, era andata in scena domenica scorsa dopo il 3-1 alla Torres.

Quasi 6mila gli spettatori (5.526 paganti), con la sud che ha sfiorato il sold out. Da parte del pubblico, un ringraziamento ai giocatori sotto forma di cori e striscioni: “Con il fiato in gola fino alla vittoria, insieme aBBiamo scritto la storia”. E poi il classico “Grazie ragazzi” che non passa mai di moda. Toccante e coinvolgente l’attestato di stima per il mister, con un’apertura di credito che la Minghelli negli ultimi anni ha dedicato a pochissimi protagonisti: “Cristian Bucchi figlio del vecchio calcio, questa curva ti rende omaggio”. Il tecnico nelle interviste post partita ha ammesso di essersi emozionato.
Durante il secondo tempo, un lunghissimo applauso è stato dedicato a Guglielmo Manzo e ieri, sotto certi aspetti, è stata definitivamente ricucita la cicatrice aperta durante i primi due anni di gestione, caratterizzati dalla retrocessione nei dilettanti e da un rapporto conflittuale tra club e tifoseria. Adesso è cambiato tutto: la serie B, la crescita della società, il progetto stadio hanno modificato gli scenari. E quando la sud ha battuto le mani, il presidente in tribuna si è alzato per applaudire a sua volta.

Prima della consegna della Coppa alla squadra, a spezzare il clima di celebrazione è stato sollevato uno striscione polemico verso il Palazzo: “Le seconde squadre appartengono al Sistema, lo stesso che ha distrutto il calcio di una nazione intera. Marani complice” c’era scritto. Il presidente della Lega Pro l’ha sicuramente letto e poco dopo è sceso in campo per la premiazione. Le note di “Cavalinho” hanno riempito il Comunale, mentre calciatori e tifosi ballavano insieme. Fuori dallo stadio, giunto all’ultimo atto della sua vita ultrasessantennale, un altro tributo, stavolta all’avvocato Ciabattini per il suo lavoro dietro le quinte: “Giorni e notti dedicati ai nostri fratelli diffidati. Grazie Giulio”.
Poi, giù il sipario. Il campionato dell’Arezzo resterà nella storia e segna la tappa intermedia di un percorso che, stando alle dichiarazioni del presidente, è destinato a coltivare ambizioni ancora maggiori. A differenza di alte circostanze del passato, oggi si può ripartire con una base affidabile e sotto il segno della continuità, caratteristica che spesso è mancata da queste parti. La prossima volta che si apriranno i cancelli dello stadio e che i tifosi percorreranno viale Gramsci, sarà serie B.













