Ci ha lasciato Roberto Mori, ex tamburino della Giostra che amava ricordare le sue esperienze in Marina. Per generazioni di calciatori è stato un nonno acquisito. Aveva 87 anni
Roberto Mori ha visto i suoi ragazzi tornare in serie B e poi si è congedato in una afosa e piovosa giornata di inizio giugno. L’Arezzo perde uno dei suoi tifosi più appassionati, con una lunghissima storia amaranto alle spalle. Ex tamburino della Giostra del Saracino, quartierista di Colcitrone, esibiva con orgoglio i suoi trascorsi in Marina. Difatti non si dispiaceva quando lo chiamavano ammiraglio, pretesto buono per raccontare le sue avventure in mare aperto. Ma le onde che amava di più erano quelle dell’anima, alimentate da un gol segnato o subìto, dalle vittorie e dalle sconfitte. Fino a quando ha potuto, ha parcheggiato la sua utilitaria di fronte ai campini dell’antistadio per seguire tutti gli allenamenti della squadra. Si sedeva sulla panchina di qua dalla rete e osservava, commentava, incitava. A volte, se pioveva o faceva freddo, restava dentro l’abitacolo, con il finestrino mezzo abbassato. Non aveva paura di rimbrottare l’allenatore di turno ma era anche un generoso che dispensava complimenti, tant’è che generazioni di calciatori passati di qua lo consideravano un nonno acquisito. Il Mori aveva 87 anni e ora tiferà Arezzo da lassù. Da parte della redazione, condoglianze ai suoi familiari. La salma si trova presso la cappella dell’ospedale San Donato, i funerali si svolgeranno venerdì 5 giugno alle 10.30 presso la chiesa di San Donato in Maccagnolo.












