Un rapporto ondivago quello dell’attaccante con il Cagliari: la promozione in A, il ritorno con poco spazio, due gol pesanti in zona Cesarini e diversi rimpianti. Per il moldavo l’avventura in rossoblu cominciò con la frattura del perone ma in quattro stagioni diventò il Re Artu che conosciamo oggi. Venerdì per tutti e due sarà una grande sfida
E’ stato un rapporto ondivago quello fra Alberto Cerri e il Cagliari. Per il centravanti si contano 82 presenze complessive e 8 gol con la maglia rossoblu: dentro ci sono la promozione in A nel 2016 e il ritorno sull’isola per un triennio, dal 2018 al 2021, con una breve parentesi alla Spal. Quando sbarcò in Sardegna, l’attaccante era una promessa del calcio italiano. Quando se n’è andato definitivamente per trasferirsi al Como, si è portato dietro ricordi agrodolci, con qualche incomprensione e alcune gioie belle larghe. La più celebrata è il gol alla Sampdoria al 94′, a dicembre 2019, pochi istanti dopo essere subentrato, che fruttò al Cagliari una rocambolesca vittoria per 4-3. Poi più panchina che campo, fino a un altro gol pesante rifilato al Parma nell’aprile 2021, ancora di testa, ancora in zona Cesarini, ancora per un pirotecnico 4-3 che fu una pietra miliare per la salvezza. Cerri però ha sempre spiegato che a Cagliari ha giocato troppo poco, e troppo saltuariamente, per potersi esprimere al massimo.
Tra i compagni di squadra di quell’epoca c’erano fior di calciatori: Barella, Nainggolan, Pavoletti, Joao Pedro e anche Artur Ionita. Il moldavo ha giocato 132 volte con il Casteddu, segnando 6 gol. E’ ancora oggi ricordato come un guerriero, uno che sapeva fare un po’ tutto e sapeva farlo bene, esattamente come sta succedendo ad Arezzo. Eppure l’inizio non fu dei migliori: frattura del perone, qualche mese di stop, la serie A che non perdonava ritardi di condizione. Ma Ionita è sempre stato uno duro a morire e Cagliari è diventata la squadra italiana in cui ha giocato di più, trovando spazio anche quando la concorrenza era di altissimo profilo e con allenatori diversi, da Maran a Zenga. L’ultima in casa è datata 29 luglio 2020: titolare nella formazione che batté 2-0 la Juventus di Sarri, fresca di scudetto. Compagno di squadra era quel Pisacane che oggi allena i rossoblu e che venerdì Ionita troverà sulla panchina avversaria. L’addio alla Sardegna fu affidato ai social con un messaggio breve ma partecipe: “Chi mi conosce sa che sono un ragazzo di poche parole, semplici e dirette. Quindi voglio dire grazie a tutti”. Tra i primi a commentare proprio Cerri, con le emoticon di un cuore e di una corona per Re Artù.












