i tifosi amaranto ad Avellino nel marzo 2006

Il 18 marzo 2006 colpaccio amaranto al Partenio di Avellino. Con le polemiche per la cessione di Floro ancora vive e la doppietta del suo sostituto, che ne aveva ereditato ruolo e maglia numero 9. Alla fine scaramucce dei locali con il napoletanissimo Floro Flores e i tifosi aretini scesi in Irpinia sotto torchio con le forze dell’ordine

Elvis aveva salutato da circa due mesi, lasciandosi alle spalle rimpianti, nostalgia e le immancabili polemiche. A metà stagione se n’era andato al Torino, con l’Arezzo che incassò da Cairo (c’era già lui, incredibile) un bel gruzzoletto di milioni: più o meno 5. Il distacco fu doloroso, la piazza avrebbe voluto (Re) Giorgio Corona del Catanzaro per rimpiazzare il bomber/capitano e invece dal Novara arrivò Daniele Martinetti, all’epoca 25enne, talentuoso e tutto da scoprire.

La squadra di Gustinetti era in corsa per i playoff di B e, guarda il destino, l’ultima partita l’aveva persa proprio con Abbruscato in campo, a Terni. Poi 0-0 con il Brescia, colpaccio a Cremona, 0-0 con il Vicenza, 1-1 a Pescara (primo gol di Martinetti), 3-2 al Verona (tripletta di Floro), 2-1 a Catanzaro (doppietta di Floro).

Il 18 marzo 2006 il calendario proponeva la trasferta di Avellino. I Lupi quell’anno non se la passavano granché bene, tant’è che poi retrocessero. Ma al Partenio non ci sono mai partite facili e l’Arezzo, difatti, faticò. Poi nella ripresa due lampi ravvicinati: bum bum in 5 minuti, 0-1 e 0-2, tre punti in tasca. Il mattatore fu proprio lui, l’uomo con il codino, etereo e raffinato, un po’ indolente e con una tecnica sopra la media, che si era preso sulle spalle l’eredità di Elvis e la sua maglia numero 9.

Finì in gloria e con qualche scaramuccia. Floro, napoletano doc, a fine mach passò un brutto quarto d’ora, braccato anche da qualche addetto alla sicurezza con intenzioni poco rassicuranti. I tifosi aretini scesi in Irpinia, invece, dovettero prestare fronte e profilo alle foto segnaletiche della questura. Folklore da trasferta. Sembra ieri, sono passati vent’anni