Stasera arriva il Palermo e la cosa più bella è proprio questa: accorgersi di aver riconquistato la B ma anche che, nel frattempo, è tornata pure la voglia di essere lì, in prima fila
C’è stato un tempo in cui non esistevano code per comprare i biglietti. Non c’era pathos, non c’era attesa, non c’era interesse, non c’era praticamente nessuno. Pochi in casa, meno in trasferta. E tutti abbiamo avuto qualcuno intorno che ci chiedeva per quale motivo andassimo ancora a vedere l’Arezzo.
Ciò che sembrava una condanna perpetua è invece mutato e oggi ci ritroviamo con oltre 5mila abbonati, che è come se la statua di Guido Monaco avesse cominciato a suonare. Stadio esaurito. Biglietti introvabili. La città che parla di calcio.
Ma soprattutto, c’è la speranza che quest’entusiasmo non sia l’apice del percorso bensì il transito verso altri traguardi. Che non stiamo vivendo dentro una bolla ma spostando il trend che ci ha accompagnato/imprigionato per 103 anni.
Stasera arriva il Palermo e la cosa più bella è proprio questa: accorgersi di aver riconquistato la B ma anche che, nel frattempo, è tornata pure la voglia di essere lì, in prima fila. Ad maiora Arezzo!












