Il 4-0 allo stadio Muzi è il punto d’origine del percorso che ha portato l’Arezzo alla serie B, ai pienoni allo stadio e al record di abbonati. Solo due dei giocatori in campo quel giorno indossano ancora l’amaranto

Oggi che la storia sta scrivendo capitoli intriganti come la serie B, i pienoni allo stadio e il record di abbonati, merita la giusta celebrazione il punto d’origine del percorso. 3 settembre 2022, prima giornata del campionato di serie D, trasferta sul campo dell’Orvietana. I tifosi tirano su lo striscione con la scritta “le bandiere sono al vento, il cielo si tinge d’amaranto; tutti in piedi, l’Arezzo scende in campo”.

C’è ambizione, c’è fiducia per quello che ha l’aria di un nuovo inizio dopo la retrocessione tra i dilettanti e il primo, deludente torneo finito nel palmarès della matricola San Donato. Proprio da lì arriva l’allenatore, quel Paolo Indiani che il giorno della prestazione alla piazza, dentro la sala stampa del Comunale, dichiara: “Mi piacerebbe vincere con un mese d’anticipo e riportare 5mila persone allo stadio”. Esattamente quello che succederà il 16 aprile 2023, nel memorabile pomeriggio del 3-1 alla Pianese, a poche settimane dal centenario.

Tornando a Orvieto. Allo stadio “Luigi Muzi” finisce con un larghissimo 4-0 che mette in evidenza la forza della squadra: doppietta di Risaliti, perla di Gaddini, sigillo di Forte nell’unico lampo della sua esperienza aretina. In campo giocano tutti bene, con due citazioni d’obbligo per il portiere Trombini e l’attaccante Pattarello, gli unici ad essere ancora in forza all’Arezzo. Quando l’arbitro fischia la fine, è rumba totale: squadra e pubblico festeggiano all’unisono. Ancora non lo sapeva nessuno, mentre oggi, quattro anni dopo, possiamo dirlo chiaro: da lì tutto è cominciato.