Analisi dei dati Sofascore riguardanti la partita di sabato: l’Arezzo ha tenuto palla più degli avversari, anche prima della superiorità numerica. 19 i tiri totali dell’Arezzo contro i 3 della Cremonese. Ma solo 2 nello specchio della porta, il che rappresenta un difetto che perdura da inizio stagione e che va corretto. Coppolaro, vero regista difensivo, il giocatore autore del maggior numero di passaggi: 109

Premessa doverosa: nel calcio, come in tutti gli sport, i numeri contano. Ma i numeri non dicono tutto, ci sono momenti della partita, aspetti del gioco, sfumature tattiche che le statistiche riescono difficilmente a spiegare. Per questo i numeri vanno contestualizzati, saputi leggere e interpretati. Ci sono però alcuni dati insindacabili e inconfutabili, che a mente fredda aiutano a valutare in maniera più oggettiva una prestazione; le analisi fatte a caldo, soprattutto quelle dei tifosi, sono spesso influenzate (troppo) dal risultato del campo. Ma è il risultato che tendenzialmente è figlio della prestazione, non viceversa. Cerchiamo dunque di analizzare la gara di domenica guardando alcuni dati pubblicati da Sofascore.

Il possesso palla

Partiamo dalla statistica del possesso palla: per la seconda volta in stagione, dopo Empoli, l’Arezzo al termine dei 90 minuti più recupero ha avuto più possesso rispetto agli avversari. Se a Empoli il possesso palla finale era stato del 56%, contro la Cremonese il dato finale è stato 62 a 38 per gli amaranto. Facile in 11 contro 10, diranno molti di voi. Sicuramente la superiorità numerica ha influito, visto che nei secondi 45 minuti il possesso palla domenica è stato del 74% a favore dell’Arezzo (così come a Empoli nel secondo tempo era stato del 70%), ma anche nel primo tempo in 11 contro 11 la percentuale è stata esattamente 50-50 e già nei primi 15 minuti del secondo tempo, quando ancora la partita era in parità numerica, l’Arezzo aveva alzato il baricentro e “messo le tende” nella metà campo avversaria. E questo è avvenuto contro un avversario che, seppur con molte assenze e in un momento di forma non certo ottimale, a centrocampo schierava Grassi, Collocolo, Vandeputte, Thorsby, tutta gente che l’anno scorso giocava in serie A, quasi tutti da titolare. Particolare da tenere di conto. Sicuramente ha giovato la presenza di Chierico nel ruolo di play (non propriamente il suo, sebbene già ricoperto in passato nelle giovanili della Roma come da lui stesso dichiarato a fine match), visto che Chierico ha caratteristiche più vicine, rispetto a Viviani, a quelle del regista “classico” quale è Iaccarino, che si abbassa e viene incontro ai difensori per farsi dare la palla, con personalità. Ovviamente avere più possesso palla degli avversari non è garanzia di successo, abbiamo vinto ad Avellino col 40% di possesso palla mentre siamo crollati in casa col SudTirol con la stessa percentuale, ma certo avere per più tempo l’iniziativa e il pallone tra i piedi aiuta a creare tiri e occasioni da rete. E qui si arriva al secondo dato interessante.

Costruzione dal basso

Guardando la statistica dei passaggi si scopre che il “vero” regista della squadra non è stato Chierico ma Coppolaro con ben 109 passaggi, 103 dei quali riusciti (precisione del 94%): non solo passaggi nella propria metà campo (67 su 71, precisione del 94%), ma anche in quella avversaria (36 su 38, 94%), e 5 lanci lunghi precisi su 7 (71%). Dietro di lui l’altro centrale di difesa Gilli con 86 passaggi totali e 82 precisi (95%) e 6 lanci lunghi precisi su 9 (67%), quindi Righetti con 69 passaggi totali e 60 precisi (87%). Il primo dei centrocampisti nel dato dei passaggi è stato Chierico, ma pur essendosi dimostrato molto preciso l’ex Gubbio ha toccato molti meno palloni dei due centrali di difesa: 45 passaggi precisi su 46 (98%) e 4 lanci lunghi precisi su 4 (100%). Questa caratteristica del far partire l’azione da dietro, dai difensori, e di lasciar loro l’onere della prima costruzione del gioco è ormai una costante non solo dell’Arezzo, ma di tantissime squadre: anche nella Cremonese i giocatori con più passaggi sono stati i centrali di difesa Bianchetti e Luperto, così come lo erano stati Giorgini e Stivanello nel SudTirol nella partita precedente. Molti dagli spalti rumoreggiavano quando vedevano i due centrali di difesa scambiarsi a lungo il pallone e impostare, ma la costruzione dal basso è ormai un aspetto imprescindibile del calcio moderno: piaccia o non piaccia è così, si fa in tutte le categorie e viene insegnato fin dal settore giovanile, il caro buon vecchio “palla lunga e pedalare” non lo fa (quasi) più nessuno. Il SudTirol la costruzione dal basso contro l’Arezzo l’ha fatta in maniera magistrale, riuscendo a eludere il pressing amaranto e a venire fuori col palleggio anche nelle situazioni più intricate, tanto da costringere Bucchi dopo pochi minuti ad allentare la pressione di Ionita sui centrali avversari, per non farsi trovare scoperto una volta “rotta” la prima linea.

Tiri in porta

Il dato dei tiri è comunque il dato più eclatante del match, e quello che spiega meglio perché l’Arezzo non sia riuscito a far sua la partita: l’Arezzo ha concluso ben 19 volte contro le sole 3 della Cremonese, sia da fuori (10 tiri) che da dentro l’area (9) ma si è dimostrato molto impreciso con appena 2 tiri nello specchio (Cerri e Ionita, a inizio e fine ripresa, entrambi di testa), al pari della Cremonese. 10 tiri sono finiti fuori (tra questi il tiro al volo di Tavernelli su cross di Arena, il diagonale di destro e la volee di sinistro di Mancuso, tutti fuori di poco), 7 tiri sono stati respinti. In questo gli amaranto devono assolutamente migliorare perché il dato dei tiri in porta a partita era già il peggiore del campionato dopo le prime 5 partite (2.8): 3 tiri in porta ad Avellino, 5 col Palermo, 1 a Verona, 2 a Empoli, 3 col SudTirol. Onestamente troppo pochi per sperare di portare a casa il risultato pieno: il Pisa, prima in questa speciale classifica, ne colleziona più di 7 a partita (7.2). Dal punto di vista del numero complessivo di tiri, invece, quella con la Cremonese è risultata la migliore prestazione stagionale. 19 tiri totali è un dato importante, sensibilmente migliore alla media registrata nelle prime 5 giornate (12.2): 15 conclusioni ad Avellino, 15 col Palermo, 4 a Verona, 15 a Empoli, 12 col SudTirol. Basti pensare che solo il Modena tira mediamente più di 20 volte a partita.

Dietro, come già detto, l’Arezzo ha concesso pochissimo: 3 soli tiri, di cui 2 in porta e 1 sola vera occasione (quella di Nasti del primo tempo sventata dall’ottima uscita di Nunziante). Nelle vittorie con Avellino ed Empoli aveva vinto concedendo più tiri e occasioni: ad Avellino 11 tiri, di cui 3 in porta, e 2 grandi occasioni; con l’Empoli 10 tiri, 2 in porta, e 1 grande occasione. Anche nella miglior prestazione stagionale a livello di gioco espresso, il debutto casalingo col Palermo, aveva concesso di più: 17 tiri (7 in porta) e 5 grandi occasioni concesse. In quel caso merito, ovviamente, anche delle grandi qualità dell’avversario.

Il dato degli xG (expected gol), ossia dei gol attesi in base al numero e alla qualità dei tiri effettuati, recita 1.09 per l’Arezzo, 0.12 per la Cremonese: in poche parole, per quello che si è visto sul rettangolo verde, la partita sarebbe potuta finire 1 a 0 per gli amaranto, e non ci sarebbe stato nulla da dire. Ma il risultato finale è stato diverso e va accettato: occorre ripartire da quanto di buono si è visto domenica, lavorare per cercare di limare lacune e difetti, andare a Genova senza timori reverenziali e giocare la partita con equilibrio ma anche con personalità. In tal caso sul campo (sugli spalti sicuramente) l’Arezzo avrà buone probabilità di ben figurare.