Nunziante si fa infilare sul suo palo da Okereke, in costante affanno Coppolaro, balla Righetti. Stavolta regia senza lampi di Chierico, solo contorno per Sala. Frizzantino ma poco concreto Arena, Tavernelli cala alla distanza. I subentrati non spostano nulla
Le pagelle di Arezzo-Benevento.
NUNZIANTE 5 La prima volta da ex, contro il Benevento che l’ha lanciato verso la Serie A, non va come sperato. Becca tre gol, rischia di prenderne altri due perché gli avversari gli arrivano nei pressi con estrema facilità, un paio di volte è attento lui a non farsi bucare. Il 2-0, che di fatto sigilla il match, però grava sulle sue spalle. Una delle leggi non scritte del calcio è che il portiere non deve farsi infilare sul suo palo. E invece, sulla staffilata di Okereke, proprio questo succede.
RENZI 4.5 Quel satanasso di Okereke, con più di 80 presenze in A, lo mette letteralmente in croce, sgusciandogli via da tutte le parti, di agilità e di potenza, in dribbling e in allungo. Difensivamente parlando, un disastro. Né lo salva la generosità con cui partecipa alle rare sortite in cui la squadra si costruisce situazioni interessanti. Come a Genova, arriva al cross dal fondo ma l’ultima giocata gli resta sempre in canna. Un tiro, in bocca a Vannucchi, nella ripresa.
GILLI 6 L’unico che tiene botta là dietro. Anche l’unico che riesce a sradicare palla dai piedi di Okereke quando il nigeriano lo punta a campo aperto. Costantemente in anticipo su Salvemini, ben posizionato nelle chiusure sulle ficcanti ripartenze giallorosse, tant’è che in più circostanze sbroglia situazioni che puzzavano di pericolo. Concede solo il via libera, un po’ fortunoso in verità, a Mignani nell’azione dello 0-3.
COPPOLARO 5 Prestazione sporca, imprecisa fin dall’inizio. Difende poco e male, costantemente in affanno nelle letture, meno lucido nel far partire l’azione da dietro. Si fa saltare netto da Mignani, che va a siglare il suo solito gol contro l’Arezzo, senza spendere nemmeno un sano e necessario fallo da frustrazione.
RIGHETTI 5 Deciso passo indietro rispetto a un avvio di stagione sopra le righe. Balla sugli attacchi manovrati del Benevento, costretto a stringere troppo il campo lasciando Cherubini solo alle sue spalle, o a restare largo favorendo gli inserimenti senza palla di Siatounis nel buco tra lui e Coppolaro. Impreciso nel fraseggio (17′ st Cagnano 6 Secondo spezzone di fila con buon piglio. Quando entra, la gara è compromessa ma si fa valere perlomeno fisicamente).

IONITA 4.5 Una delle peggiori prestazioni in amaranto. Spento, mai dentro il gioco, incredibilmente anonimo. I palleggiatori del Benevento lo mettono in mezzo e lo fanno correre a vuoto. Inefficace il tentativo di pressare alto sulla partenza dell’azione avversaria, fuori fase quando c’è da difendere e da recuperare palla nei contrasti, che solitamente è una delle sue specialità. Male tutto stavolta (30′ st Mawuli 5 Venti minuti di bassa lega con un paio di errori tecnici impietosi).
CHIERICO 5 Inizia a carburare dopo una mezz’oretta, quando la partita ha già preso una piega poco rassicurante. Poi non gli mancano dedizione e forza di volontà, solo che i risultati sono insignificanti: giro palla anonimo, mai un’imbucata delle sue, zero lampi. A un certo punto, dopo una respinta corta della difesa beneventana, gli capita ai venti metri una palla simile a quella del gol di Marassi. Ma rinuncia al tiro ed è il segnale di una prestazione sgonfia (30′ st Mancuso 5 Difficile combinare qualcosa in quei venti minuti, con la squadra sotto di due e l’inerzia tutta dalla parte di Floro. Una palla decente gli capiterebbe pure, ma invece che un tiro gli esce un cross innocuo).
SALA 5 Rare fiammate, quindi solo contorno. Uno degli eroi di Genova infilato nel tritacarne, relegato a fare la pallina da flipper mentre Maita, Kouan e Siatounis comandano le operazioni. Abulico e inconcludente anche lui, compresa l’occasione che si ritrova sul sinistro pochi minuti dopo lo 0-1 beneventano. Ne esce fuori un tiro masticato, specchio della sua serataccia.
ARENA 5.5 Frizzantino ma, stringi stringi, poco concreto. Produce un ottimo cambio gioco su Tavernelli, in uno degli sporadici ribaltamenti di fronte del primo tempo orchestrati come Dio comanda. Apparecchia il cross dal fondo di Renzi, con una giocata seriale apprezzata già contro la Samp. Piano piano perde incisività, nonostante sia tra quelli che continuano a prendere a testate il muro giallorosso con maggior vigoria. Il muro però non si crepa (17′ st Pattarello 5 Nulla da segnalare, se non Beruatto che lo spedisce addosso ai cartelloni dopo un energico spalla contro spalla. Il Benevento è abile a chiudere gli spazi e lui non ne apre di nuovi. Bucchi continua a dargli minuti e possibilità ma progressi, per ora, non s’intravedono).
CERRI 5 Capro espiatorio di tutte le magagne dell’Arezzo, con quella struttura extralarge che gli sgrazia i movimenti e, senza un rendimento all’altezza delle aspettative, lo espone alle critiche. In realtà non fa peggio di altri compagni: gli unici due inneschi decenti che gli spiovono in testa li tramuta in una deviazione che finisce vicino al palo di Vannucchi e in un assist per Sala, che poi strozza la conclusione. Il problema è il resto: maldestre spizzate per i compagni, difesa esangue della palla, troppo spesso bruciato in anticipo. E poi, ok il sacrificio per la squadra, ma in 7 giornate il conto dei gol è ancora a zero e comincia a pesare. Impietosamente fischiato al momento del cambio (17′ st Cianci 5.5 Si sbatte il giusto, addomestica un paio di palloni interessanti. Ma le cose non cambiano nemmeno con lui e il 4-2-4 d’assalto).
TAVERNELLI 5.5 Sprazzi di buone giocate per una mezz’oretta, compreso uno stop in corsa seguito da dribbling e tiro a giro (parato da Vannucchi) che resta la migliore azione del match. Alla lunga appassisce, si eclissa, non trova più il guizzo. Bucchi gli tira il collo per altri novanta minuti, dopo quelli di Marassi, perché lo ritiene quasi insostituibile. Ma forse anche Camillo, a un certo punto, avrebbe preferito fiondarsi sotto la doccia.












