Il rapporto triennale dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive fotografa un fenomeno in evoluzione: diminuiscono gli episodi di cronaca, ma aumentano le limitazioni per i tifosi. Un tema che riguarda da vicino anche il mondo amaranto
L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha pubblicato il rapporto con i dati sull’andamento degli incontri di calcio rilevati nelle ultime tre stagioni sportive. Dando un’occhiata al documento, emerge una tendenza netta dai numeri: da una parte diminuiscono sensibilmente gli episodi di violenza, dall’altra aumentano in maniera esponenziale i divieti di trasferta. Le due cose sono ovviamente collegate e vengono fuori dal confronto tra le stagioni 2023/24, 2024/25 e 2025/26, con circa 2.600 incontri monitorati all’anno.
Il dato più significativo riguarda proprio le limitazioni imposte alle tifoserie. Nella stagione 2023/24 i divieti di trasferta erano stati 225, diventati 443 nell’annata successiva e arrivati a quota 468 nel 2025/26. Un incremento del 108 per cento in appena tre campionati. Numeri che raccontano quanto sia diventato complicato, per una parte del pubblico, seguire la propria squadra lontano da casa. Spesso anche senza motivazioni concrete di ordine pubblico.

Ovviamente, nello stesso periodo il quadro della sicurezza è migliorato. Gli incontri con feriti sono passati da 107 a 52, con una diminuzione del 51 per cento. I feriti tra le forze dell’ordine sono scesi da 190 a 90, quelli tra i civili da 83 a 36. Anche gli scontri tra tifoserie hanno registrato una flessione importante, passando dai 153 episodi del 2023/24 agli 83 della scorsa stagione. In calo anche il lancio di oggetti contundenti, fumogeni e petardi, sceso da 84 a 38 casi.
Altro elemento molto importante da sottolineare: questi risultati sono stati ottenuti con un impiego inferiore di personale. Gli operatori delle forze dell’ordine impegnati nei servizi di ordine pubblico sono infatti diminuiti da 227.724 a 205.281, circa il 10 per cento in meno. Un quadro che l’Osservatorio considera positivo e che attribuisce anche a un’attività di prevenzione più incisiva. Il problema, come hanno compreso sulla propria pelle milioni di tifosi di tutta Italia, è che le misure restrittive incidono anche sulla parte sana del movimento. Perché la violenza non si esaurisce dentro gli stadi.

Nella stagione 2025/26, inoltre, si sono stati registrati 19 episodi di turbativa durante gli spostamenti delle tifoserie, contro i 31 dell’anno precedente. In otto circostanze si sono verificate aggressioni ai danni di sostenitori in trasferta. I divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive (Daspo) complessivamente adottati dalle Questure durante la stagione sportiva 2025-2026 risultano essere 3.665, a fronte di 5.229 provvedimenti emessi nella stagione 2024/2025. Con riferimento al Daspo fuori contesto, nella stagione 2025/2026 sono stati emanati 821 provvedimenti a fronte dei 1.358 della stagione precedente.
È un tema che interessa anche l’Arezzo, tornato in una categoria nella quale il seguito del pubblico assume una dimensione diversa. Le trasferte in stadi importanti e la partecipazione, molto massiccia quest’anno, dei sostenitori amaranto hanno restituito al club una dimensione nazionale. Idem dicasi per le tifoserie ospiti attese al Comunale, la cui presenza è stata costantemente limitata finora dalle disposizioni delle autorità. Nelle conclusioni, il rapporto dell’Onms chiama direttamente in causa le società, invitandole a un maggiore utilizzo dello strumento del gradimento e a introdurre forme di fidelizzazione premiale per i tifosi più virtuosi.
L’obiettivo in realtà dovrebbe essere chiaro: isolare chi utilizza il calcio come pretesto per la violenza, senza penalizzare indistintamente chi si mette in viaggio soltanto per sostenere la propria squadra. Uno stadio sicuro è un bene per tutti, un calcio senza tifosi significa impoverire tutto il movimento, dettaglio che però, almeno nell’ultimo periodo, sembra essere scarsamente considerato.












