Alessio Luciani, 35 anni

Il terzino, classe 1990, è in cerca di sistemazione: “Purtroppo allenatori tra i più forti della categoria come Capuano o Dal Canto sono fermi. Alcuni addetti ai lavori non mi conoscono, pensano che la carta d’identità mi penalizzi. L’Arezzo è forte, Bucchi ha portato mentalità vincente”

In una intervista rilasciata a TuttoC, l’ex terzino amaranto Alessio Luciani ha commentato l’avvio di stagione dell’Arezzo, dove in cinque stagioni ha mezzo insieme 170 presenze e 2 gol, e il suo momento personale piuttosto difficile, visto che è svincolato in attesa di sistemazione.

“Con il direttore Nello Cutolo ho condiviso per ben 4 anni lo spogliatoio ad Arezzo, è il compagno con cui sono stato più tempo. Ha allestito una vera corazzata. Forte in tutti i reparti, quasi tutti titolari e gente abituata a vincere. Deve essere l’anno della consacrazione e del grande salto. Faccio il tifo per gli amaranto, possono farcela. Mister Bucchi, grazie anche a un ottimo mercato, ha portato mentalità vincente. Anche sotto il profilo del gioco si vede la sua idea. Quando ero ad Arezzo, affrontammo un periodo paragonabile a quello del Rimini, prossimo avversario degli amaranto. Alcuni addetti ai lavori possono sicuramente far capire alla squadra che venerdì non sarà una passeggiata. In quei momenti si rema tutti nella stessa direzione, superando i problemi e provando a fare il miracolo. Servirà molta attenzione”. 

Riguardo l’attesa per una nuova squadra, Luciani ha detto: “Purtroppo non sono riuscito a raggiungere l’accordo per l’opzione di rinnovo in estate con la Feralpisalò, diventata poi Union Brescia. Sapevo a cosa sarei andato incontro. Ma lì ho lasciato cuore e compagni d’oro. Ho detto più volte a loro che, per me, sarebbe stata un’estate lunga e calda. Conosco il mio mercato, fatto di apprezzamento da parte di allenatori. La stima reciproca, però, è sempre stata bloccata da alcuni direttori o da quella benedetta carta di identità che pesa più della conoscenza dell’individuo e della sua professionalità. Purtroppo allenatori che io reputo tra i più forti della categoria come Capuano o Dal Canto sono fermi. Alcuni addetti ai lavori non mi conoscono, per questo ho avuto contatti personali con allenatori. Non mi vergogno nel raccontare che mi propongo alle società di testarmi in prova. Cosi da dimostrare che per me l’età è solo un numero e che i 15 anni in questa categoria e le 483 presenze mi hanno insegnato che potrei ancora dare qualcosa”.