(foto pagina facebook Forlì Fc)

La squadra romagnola, neopromossa dai dilettanti, era partita forte fino a insediarsi al quarto posto. Poi una flessione di rendimento con appena 4 punti conquistati nelle ultime sette giornate: Miramari, il tecnico del salto di categoria, però non ha snaturato la filosofia di gioco e, nonostante il 4-0 rimediato a Perugia nell’ultimo turno di andata, continua a credere nell’organico, in attesa di qualche innesto di mercato. Domani probabile 433 con il centrocampista Menarini e l’attaccante Petrelli elementi top

IL FORLI DI MIRAMARI – Inizio di 2026 in trasferta per gli amaranto che, al Tullio Morgagni, saranno ospiti del Forlì, che con 24 punti occupa l’ottava posizione. In panchina siede sempre l’artefice della promozione della scorsa stagione ovvero Alessandro Miramari. Classe ’70, bolognese, è arrivato alla guida dei “galletti” dopo l’esperienza da allenatore del Corticella, piccola realtà che ha trascinato dall’Eccellenza fino ai playoff della serie D. Il mister, un passato come rappresentate commerciale in un’azienda metalmeccanica, si è formato anche fuori dai consueti e canonici ambienti calcistici. Ha studiato in Spagna e ha allenato con profitto nel calcio a 5. La compagine romagnola aveva ben impattato la stagione con un avvio ottimo, raccogliendo nelle prime 12 giornate ben 20 punti, arrivando fino al quarto posto dopo la vittoria di Livorno. Però dalla sconfitta interna contro la Juventus Next Gen qualcosa si è inceppato. Difatti nelle ultime 7 partite sono appena 4 i punti conquistati, con la squadra che piano piano è scivolata in classifica, fino ai margini della zona play-off. Al netto di questo ultimo periodo non troppo florido a livello di punti e risultati, la prima parte di stagione dei biancorossi è da considerarsi più che positiva per una squadra neo promossa con tanti giovani in rosa. Proprio il mister, dalle colonne de “il Resto del Carlino”, ha elencato i propositi per il nuovo anno: “Non ci poniamo limiti: dovessimo salvarci saremmo contenti, qualora arrivasse qualcosa di più saremmo oltremodo felici”.

OBIETTIVI DI MERCATO – Per cercare di dare nuovo slancio alla compagine forlivese, la società, attraverso il lavoro del direttore sportivo Cristiano Protti e del giovane direttore generale Matteo Mariani, si è già mossa sul mercato, per adesso solo in uscita. Hanno lasciato la maglia biancorossa Saporetti, uno dei colpi del mercato estivo, che ha rescisso consensualmente il suo contratto per accasarsi alla Pistoiese (dove si era già trasferito Pellizzari), Manuzzi accasatosi al Piacenza e Valentini ingaggiato dalla Sammaurese. Per migliorare la rosa si cerca un difensore centrale: Onofri dello Spezia o Lepri della Reggiana (dove si è trasferito dopo il fallimento del Rimini) sono i favoriti, anche se nelle ultime ore è avanzato il nome del cesenate Kebbeh, mentre se esce un centrocampista in rosa, Scorza o Ripani i papabili, potrebbe arrivare Ilari dalla vicina Ravenna. In attacco il sogno è Ferrante della Ternana. Al momento pare complicato un suo approdo in Romagna, soprattutto a causa di un contratto fuori portata per le casse del Forlì.

UN NATALE POCO FELICE – Tornando ad analizzare i freddi numeri, l’attuale ottavo posto, ben 9 punti sopra la zona play-out, è frutto soprattutto del rendimento casalingo dei forlivesi. Al Morgagni i romagnoli hanno conquistato 15 punti, ovvero i due terzi dei 24 messi in saccoccia al giro di boa. In casa due sconfitte (Gubbio e Campobasso), tre pareggi e quattro vittorie, tra cui quelle nei derby contro il Ravenna e il Carpi (4-2), nell’ultimo incontro casalingo disputato. Come detto la formazione biancorossa non sta attraversando un grande periodo ed è reduce dal pesante 4-0 di Perugia, dove i romagnoli hanno prestato il fianco alle ripartenze dei padroni di casa, commettendo anche errori difensivi evitabili. Inoltre la squadra ha giocato con poca grinta e mordente, perennemente in balia del Grifo. Proprio il rendimento della terza linea è una delle cause del periodo di flessione dei romagnoli. Sono ben 17 le reti subite nelle ultime 7 gare e i 27 gol incassati in totale ne fanno la seconda peggior difesa del campionato (assieme a Bra e Livorno), dopo il Pontedera, con appena 3 soli clean sheet in stagione. Il reparto arretrato nelle ultime giornate è apparso involuto, ma è tutta la fase difensiva, compreso il lavoro in fase di non possesso di centrocampisti e attaccanti, che è venuto meno in queste ultime partite.

CARATTERISTICHE DI SQUADRA – In difesa il portiere Martelli, impeccabile nella prima parte di stagione, ultimamente si è mostrato incerto tra i pali e nelle uscite e poco preciso con i piedi. La coppia centrale composta da Lorenzo Saporetti ed Elia è strutturata e abile nel gioco aereo, ma concede sulle giocate in velocità e sulle palle da fermo. Sugli esterni mister Miramari si augura che Manetti e Cavallini, 2004 tra i migliori in questa prima parte di campionato in casa biancorossa, tornino a spingere come nei momenti migliori della stagione: sono maggiormente abili in fase di possesso e quando riescono ad accompagnare l’azione. In mediana Macrì (non è da escludere un suo avanzamento in attacco visto la sue qualità offensive) e Di Risio sono giocatori di grinta e gamba, mentre Mearini non riesce a dare troppe geometrie alla squadra, finendo per subire il dinamismo e le giocate avversarie. Difatti la manovra è diventata farraginosa, non riuscendo ad esprimere qualità nel gioco offensivo e capacità di fare la partita, due delle caratteristiche principali del calcio di Miramari. Una delle cause potrebbe essere che è svanito l’effetto sorpresa e che le avversarie inizino a conoscere e prendere contromisure al gioco dei galletti. Il rientro però tra i titolari di Franzolini potrebbe riportare freschezza sia fisica che di idee. In avanti il punto di riferimento è Petrelli, affiancato da Coveri e Farinelli, in un reparto dove Simone Saporetti non ha inciso come si auguravano da quelle parti, finendo presto ai margini delle rotazioni. Reparto offensivo che con 24 reti, tutto sommato, sta avendo un rendimento sufficiente.

il saluto tra Miramari e Bucchi prima del match di andata

MODULO E FORMAZIONE – Per la gara contro gli amaranto in dubbio Farinelli causa influenza e Manetti alle prese con problemi fisici, mentre sono certe le assenze dei lungodegenti Ercolani e Gaiola (per entrambi rottura del crociato). Forlì con il consueto 433. Martelli in porta, a destra Manetti se recupera, altrimenti spazio a Mandrelli e sull’out opposto Cavallini, con la coppia centrale composta da capitan Saporetti ed Elia. In mezzo Menarini, De Risio e Franzolini con l’avanzamento di Macrì nel tridente offensivo assieme a Petrelli e uno tra Farinelli e Coveri.

GIOCATORI TOP – I giocatori da temere maggiormente sono Francesco Menarini ed Elia Petrelli. Il primo è centrocampista classe 1997, arrivato lo scorso anno assieme a mister Miramari che lo ha voluto con sé a Forlì dopo averlo allenato al Corticella. Mediano nato a Bentivoglio, cresciuto nel Bologna, dove ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile fino alla Primavera, ha iniziato la sua militanza in D con le maglie di Bra, Mezzolara, Progresso e appunto Corticella. Fedelissimo del mister, giocatore ordinato e duttile, ha grande spirito di sacrificio, apprezzabile tecnicamente e con buoni tempi di gioco, anche se non troppo dinamico e veloce. Poco brillante nell’ultimo mese, a oggi vanta 3 reti e altrettanti assist in stagione. Elia Petrelli, centravanti classe 2001, è romagnolo di Cesena, con cui è cresciuto prima di passare alla Juventus. Il ragazzo aveva tutto per esplodere nel grande calcio. In bianconero era considerato “il nuovo Mandzukic” con Allegri che lo chiamava spesso ad allenarsi in prima squadra, dove c’erano Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. E’ un ragazzo che segnava a ripetizione con Under 17 e Primavera, anche 25 reti in una stagione, ma dopo il passaggio al Genoa e un’esperienza complicata alla Reggina in B, è sceso di categoria, in terza serie, con Carrarese, Triestina, Siena, Pro Sesto e Fermana, senza mai riuscire a imporsi. La scorsa stagione a Forlì si è decisamente ritrovato. Attaccante di grande struttura, sfiora il metro e 90, discreto tecnicamente, abile di testa e, per la sua stazza, in possesso di una buona rapidità. E’ finito sul taccuino del Perugia, ma i romagnoli lo lascerebbero partire solo in caso di offerta irrinunciabile. E’ il cannoniere dei biancorossi con 6 reti.

ALL’ANDATA – Lo scorso 22 agosto, nella prima giornata di campionato, gli amaranto si imposero di misura. Di Tavernelli al 50′ il gol della vittoria.