In rosa ci sono il primo moldavo, il secondo portoghese, il quarto ghanese della storia. Abbiamo sfogliato l’album del dopoguerra e ritrovato un’ottantina di nomi: nell’elenco ci sono giocatori top, fantasisti di talento e meteore finite nel dimenticatoio. Gli argentini sono i più numerosi, seguiti da francesi, brasiliani e senegalesi. Ma ad Arezzo sono transitati pure un boliviano, un bosniaco, un coreano del nord, un ecuadoregno, un irlandese, un olandese, un venezuelano
Con l’arrivo di Artur Ionita, primo moldavo della storia a vestire l’amaranto, sono diventati tre i calciatori stranieri nella rosa dell’Arezzo (il nuovo acquisto Matias Casarosa ha doppio passaporto, italiano e argentino). Insieme a lui c’è Momo Varela, secondo portoghese a giocare al Comunale dopo Pedro Oliveira, punto di forza della squadra che nella stagione 2009/10 fu allenata da Semplici e Galderisi. Varela è di Lisbona, Oliveira era di Santo Ildefonso, nel comune di Porto. Quest’anno in organico figura anche Shaka Mawuli, ormai un beniamino del pubblico: la rappresentanza ghanese è la seconda più numerosa nella storia dell’Arezzo e comprende altri 3 calciatori transitati da queste parti con alterne fortune. Trattasi di Ahmed Barusso (una presenza nel 2015, allenatore Capuano), Abdallah Basit (22 apparizioni e un gol nel 2018/19) e Amidu Salifu (9 presenze nel 2018/19). Gli ultimi due furono allenati da Dal Canto.
VIVE LA FRANCE – La maggior parte degli stranieri che hanno militato nell’Arezzo dal dopoguerra in poi è europea, come prevedibile. La nazionalità più rappresentata è quella francese con 4 calciatori: trattasi di Allan Pierre Baclet, attaccante che fece molto bene nel 2008/09 con Cari in panchina (10 gol e salto in B al Lecce); di Mohamed Fofana, che invece ebbe scarsa fortuna nel 2009/10 con Semplici e Galderisi allenatori; di Kevin Arthur Yamga, in evidenza nel 2015/16 con Sottili allenatore e oggi in forza al Maghreb Fès in Marocco; di Curtis Yebli, 23 presenze nell’Arezzo di Pavanel del 2017/18.

SENEGAL – Quattro sono stati, oltre ai ghanesi, anche i senegalesi e i brasiliani. Nella prima lista troviamo Ibrahima Ba (2016), che fu schierato solo in Coppa Italia; Jerome Dieme, talento solo parzialmente espresso che veniva dalle giovanili della Roma e giocò in amaranto in serie D tra il 2012 e il 2014; Demba Pape, meteora di dieci anni fa in C; Adama Sane, cresciuto nel Verona e approdato ad Arezzo nel 2020 (un gol per lui nella trasferta di Gubbio).
AREZZO SAMBA – Decisamente più qualitativa la lista dei brasiliani: Renato Rafael Bondi vanta 98 presenze e 9 gol, tra cui quello al San Paolo di Napoli nel pirotecnico 2-2 del 2007, tra serie B e serie C; Eugenio Romulo Togni ne conta 75 con 5 gol nello stesso periodo che va dal 2006 al 2010 ed è stato uno dei grandi specialisti nei tiri da fermo. Poi c’è Luis Fabiano Lima (suo il gol al Cesena nella primavera del 2006 con Gustinetti in panchina) e infine Paco Soares, che nella disgraziata annata 2002/03, chiusa con la retrocessione, scese in campo 9 volte.
TANGO ARGENTINO – La colonia più numerosa è però quella argentina. Juan Martin Crisafi è stato solo di passaggio due stagioni fa, Horacio Erpen ha deliziato il Comunale in tre periodi diversi (2009, 2014 e 2016) con 17 gol complessivi, compresa una doppietta al Siena sotto la sud. Non hanno lasciato grandi tracce l’esterno Lucas Longoni nel 2008/09, il portiere Fernando Martinuzzi nel 2012, il centravanti Federico Ezequiel Turienzo nel 2009, l’esterno Milton Muller nel 2011. Molto più incisiva la parentesi amaranto di Horacio Martinez tra il 2011 e il 2014 in serie D: 76 partite e 27 gol per lui, che fanno del “loco” lo straniero più prolifico della storia. Indimenticabile, per talento e qualità, il periodo aretino di Adrian Ricchiuti: 47 partite, 10 gol (memorabili quelli a Cesena e Livorno) e un addio burrascoso che non cancella le doti del fantasista nato a Lanus, proprio come Maradona. Dette bella prova di sé anche Emanuel Benito Rivas nel 2007, raffinato esterno offensivo che poi andò a vincere la B a Bari con Conte in panchina. 20 presenze e 9 gol per l’attaccante Juan Martin Turchi nel 2001/02. Infine Alejandro Nicolas, a segno nella trasferta di Brescello del settembre 2000, unico gol per lui che amava suonare la chitarra e soffriva di nostalgia per il suo Paese. Lo aveva scovato il ds Walter Sabatini in uno dei suoi tanti viaggi in Sudamerica.
CURIOSITA’ – Per raccontare storie e aneddoti di tutti gli stranieri transitati da queste parti, ci vorrebbe un’enciclopedia. Impossibile non citare Mario Frick, 17 gol nel 2000/01, unico calciatore che ha portato da noi la bandiera del Liechtenstein. Oppure il guineano Salim Cissé, che aveva lo status di rifugiato politico e che spopolò in serie D nel 2011/12, fino ad arrivare a fare gol in Europa League con i portoghesi dell’Academica de Coimbra. Oppure il cileno Mauricio Sanguinetti, in doppia cifra in D nel 2011. Oppure ancora l’egiziano Abdallah Yaisien, salito alla ribalta nell’Arezzo di Capuano, dove segnò 2 gol di pregevole fattura. Ma in amaranto hanno giocato anche un boliviano, un bosniaco, un coreano del nord, un ecuadoregno, un irlandese, un olandese, un venezuelano. Chi se li ricorda?











