L’allenatore dopo l’1-0 alla Juventus Next Gen: “L’unico rammarico è non averla chiusa quando ne abbiamo avuto la possibilità. Bravi a giocare più partite dentro i 96 minuti: a volte ci siamo difesi più alti, a volte più bassi. Tavernelli? Sapevo che sarebbe tornato ai suoi livelli, gli ho sempre raccomandato serenità”

Cristian Bucchi ha commentato così la vittoria sulla Juventus Next Gen.

“L’unico rammarico è non averla chiusa quando ne abbiamo avuto la possibilità, rischiando la beffa che nel calcio può arrivare da un momento all’altro. Però l’impressione che diamo adesso è quella di una squadra solida e compatta, dopo la sosta abbiamo recuperato energie in modo evidente. Nel girone di ritorno le occasioni concesse da parte nostra sono state pochissime e questo è un segnale importante: se vuoi stare lassù devi spaccare l’equilibrio ma soprattutto concedere il minimo agli avversari. Come avevo chiesto alla vigilia, siamo stati bravi a giocare più partite dentro i 96 minuti: a volte ci siamo difesi più alti, a volte più bassi contro una squadra che ha tecnica, struttura e gamba. Alcuni dei ragazzi della Juventus Next Gen tra qualche anno giocheranno in serie A e per limitarli servivano attenzione e concentrazione. I nuovi arrivati sul mercato ci hanno portato freschezza e caratteristiche diverse: Coppolaro e Ionita hanno giocato di più, spero di poter dare spazio anche ad Arena e Cortesi. Tavernelli aveva attraversato un periodo di flessione ma io gli ho sempre raccomandato serenità: è un giocatore duttile, fondamentale per noi perché ci dà equilibrio, sapevo che sarebbe tornato sui suoi standard. Sono contento anche di Pattarello, fino a un anno fa giocava quasi solo per se stesso mentre ora si mette al servizio della squadra. Per me è pronto per la serie B”