L’architetto ospite di Dazn: “Gli impianti moderni servono per rigenerare quartieri, anche grazie a negozi e attività in funzione tutti i giorni”. Entro il mese di febbraio è atteso l’ok dell’agenzia del demanio per il nuovo Città di Arezzo. A primavera via ai lavori
“Per andare in un classico stadio italiano, oggi il tifoso deve superare tre barriere: una di cemento, una di ferro e poi il tornello. La concezione all’inglese, il modello cui aspiriamo tutti, è un impianto che non sta in mezzo a enormi parcheggi come una cattedrale nel deserto e che le barriere non le ha. E’ piuttosto uno strumento che serve per rigenerare quartieri e zone cittadine, anche grazie a negozi e attività in funzione tutti i giorni”.
Parole dell’architetto Carlo Antonio Fayer, intervenuto alla trasmissione Stadi 5.0 su Dazn, in una puntata condotta da Federica Zille e che ha ospitato anche Dario Marcolin, ex calciatore; Marco Bellinazzo, giornalista Il Sole 24 Ore; Eliana Rossini, global product manager Abb.
Il tema portante della puntata era la New Balance Arena dell’Atalanta, al fine di capire perché lo stadio non è più un costo ma un asset strategico grazie a ricavi in crescita nel giorno della gara, sponsorizzazioni più forti, un rapporto con il tifoso che vive 365 giorni l’anno e un impianto pensato per funzionare sempre, in virtù di scelte infrastrutturali lungimiranti.
“L’Atalanta ha fatto qualcosa di straordinario: ha conservato la memoria storica della vecchia tribuna centrale, demolendo e ricostruendo il resto secondo i più alti standard di comfort – ha detto Fayer, che coordina il pool di tecnici e professionisti composto da M28Studio, Spsk Studio e Speri SpA che ha redatto il progetto del nuovo Città di Arezzo. La vera rivoluzione è l’attacco a terra, che rende lo stadio un pezzo vivo della città”.
Quelle di Fayer sono parole che richiamano le linee guida dello stadio che vedrà la luce nel 2030 ad Arezzo. Il piano infatti prevede uno spazio civico multidimensionale, dove spazi aperti, nuova piazza pubblica, percorsi ciclopedonali e servizi urbani si intrecciano con la vita quotidiana della città. Tra le funzioni previste: spazi ristorativi, food hall e ristorante panoramico al primo piano, aperti tutto l’anno per cittadini e visitatori; skybox e aree hospitality per imprese, partner e istituzioni; uffici e servizi privati; spazi per eventi culturali, sociali e aziendali, fruibili 365 giorni l’anno; aree verdi e piazza urbana per attività pubbliche e tempo libero. Un luogo sportivo che dovrà diventare nuova polarità urbana e sociale, un mix funzionale capace di generare economia, cultura, benessere e comunità.
Per quanto riguarda l’iter burocratico del nuovo stadio, manca solo il parere di conformità, tecnica ed economico finanziaria, dell’agenzia del demanio di Roma, atteso entro il mese di febbraio. Una volta completato questo step, il consiglio comunale potrà ratificare la concessione dell’impianto alla Ss Arezzo per 90 anni e sbloccare l’avvio dei lavori. A primavera quindi cominceranno le operazioni di cantierizzazione dell’area interessata, cui seguiranno l’avvicinamento del terreno di gioco alla tribuna centrale e la demolizione di maratona e curva ospiti, con le ruspe finalmente in azione.












