Bucchi costretto a rimettere mano al reparto difensivo, imbattuto da 615 minuti. Fuori anche Ionita a centrocampo. La trasferta di Gubbio, sul campo di una squadra che ha valori superiori alla posizione di classifica, cade a una settimana dallo scontro diretto con il Ravenna. Più di mille tifosi al seguito e la necessità di pensare a una gara per volta. Di Carlo: “Ancora mi brucia il rigore che l’arbitro ci ha negato all’andata”
Una trasferta da preparare bene, ancora più del solito. Per la prima volta in stagione l’Arezzo avrà fuori entrambi i centrali difensivi, evenienza mai concretizzatasi finora. Chiosa e Gilli sono squalificati e Bucchi dovrà giocoforza rimettere mano alla composizione di un reparto che non becca gol da 615 minuti e che nell’ultimo periodo è stato il vero punto di forza della squadra. E’ vero che l’organico è lungo e profondo ma ci sono meccanismi che nn vanno toccati se non per cause di forza maggiore. E sabato succederà proprio questo. In più mancherà Ionita, che da quando è arrivato ha sempre giocato titolare tranne giovedì scorso a Carpi. Il moldavo è una sorta di equilibratore del centrocampo e la lesione al bicipite femorale, che lo terrà ai box per qualche settimana, è capitata nel momento meno propizio.
Insomma, la formazione di Gubbio sarà diversa dal solito e questo alimenta la necessità di alzare la soglia di attenzione. La squadra di Di Carlo è in un buon momento, ha valori superiori alla posizione di classifica e il tecnico rossoblu ha ricordato gli episodi arbitrali dell’andata che, a suo dire, avrebbero caratterizzato il match. Dopodomani ci sarà da battagliare, come sempre e ancora di più.
Il fatto che lo scontro diretto con il Ravenna sia dietro l’angolo, da un lato rende frizzante e palpabile l’attesa dell’ambiente, ma dall’altro andrà gestito con raziocinio, calibrando le energie fisiche e nervose su un impegno alla volta. Prima il Gubbio, poi tutto il resto, ed è una forma mentis che di sicuro avrà sviscerato anche Bucchi con lo spogliatoio. Semmai, legato a questo, c’è il tema dei diffidati. L’Arezzo ne ha sei, tutti di un certo calibro: Coppolaro, Cortesi, Guccione, Pattarello, Righetti e Varela. Il mister domani in conferenza stampa illustrerà le modalità che intende adottare per gestire la situazione.
Al seguito della squadra ci saranno oltre mille tifosi a rendere speciale la trasferta. La gente sente un buon profumo, intravede il traguardo e anche questo diventerà un fattore per il finale di stagione. Tutto quel pubblico servirà per disinnescare la trappola eugubina: per vincere serve calma, lucidità e procedere un passo alla volta.












