Cristian Bucchi e Andrea Mandorlini (foto Ravenna Fc)

Il tecnico del Ravenna: “L’Arezzo ha un buon margine di vantaggio però è sempre una partita da giocare”. L’allenatore amaranto e l’abilità nel cambiare pelle a seconda delle situazioni. E domenica ci sarà il pienone allo stadio

Il distacco in classifica e il turno di riposo già osservato sono una bella corazza per gli amaranto in vista di domenica. L’Arezzo si trova a +7 sul Ravenna e ha davanti nove partite dopo lo scontro diretto, mentre i giallorossi, oltre a inseguire, di qui alla fine giocheranno una gara in meno. Vietato abbassare la guardia, guai a pensare di aver già tagliato il traguardo, ma la realtà è ben delineata e pone Bucchi in una condizione di vantaggio, tenendo anche conto del rotondo 3-0 con cui si impose nel match di andata.

Il big match si giocherà davanti a una grande cornice di pubblico, con 4mila persone in curva Minghelli e 3.200 in tribuna coperta, senza contare i ravennati nella nord. Tutto molto bello ma il pienone andrà gestito nel modo giusto, senza ansie e senza frenesie, indirizzando lo sviluppo del match con la stessa sicurezza e il medesimo pragmatismo con cui sono state affrontate, e vinte, le ultime partite.

“Domenica ci aspetta una situazione diversa – ha detto il neo allenatore del Ravenna, Andrea Mandorlini. Abbiamo vinto due gare su due nella mia gestione ma la prossima è contro la prima in classifica. Non abbiamo niente da perdere, loro hanno un buon margine di vantaggio però è sempre una partita da giocare. Sappiamo di avere solo un risultato, questa è la nostra prospettiva”.

Il piano gara sarà uno dei temi su cui dibattere nei prossimi giorni. L’Arezzo è squadra votata all’attacco ma ultimamente ha imparato a stare sul pezzo, a vincere in modo più sporco, badando a non prenderle perché tanto, prima o poi, il gol davanti lo trova sempre. Vedremo se domenica il Ravenna la metterà sul ritmo fin da subito, attaccando a costo di scoprire il fianco o se invece preferirà prendere dimestichezza con il match per poi giocarsi tutto nell’ultima mezz’ora.

E vedremo anche se gli amaranto imposteranno una partita a viso aperto, per trascinare il pubblico e farsi trascinare a loro volta, al fine di ribadire un primato in classifica che nel girone di ritorno si è fatto via via più solido. Bucchi ha detto in tempi non sospetti che domenica non sarà decisiva in nessun caso. E ci ha abituato a cambiare abito alla squadra a seconda delle situazioni e delle circostanze. E quindi un margine di imprevedibilità resta. Quel che è certo è che saranno novanta minuti (più recupero) da vivere a tutto gas.