Venti squadre salite di categoria dal 2021 a oggi e dodici sono riuscite a mantenerla. Ecco com’è andata e che fine hanno fatto i club che, prima dell’Arezzo, sono arrivati nella seconda serie italiana
Nelle ultime cinque stagioni, venti squadre sono salite in serie B e tredici ancora si trovano in quella categoria. Non solo, tre di queste sono in lotta per salire in serie A, mente una delle venti c’è già riuscita. Nel calderone ci stanno società molto diverse per tradizione, potenza economica e prospettive, ma il dato conferma che con una accorta programmazione, i giusti investimenti e quel pizzico di buona sorte che serve sempre nel calcio, si possono mettere a punto progetti che garantiscono stabilità.
Per l’Arezzo, che sta impostando un cammino di ascesa partito dai dilettanti, si tratta di una buona notizia. Gli esempi più recenti vanno proprio in questa direzione. Il Padova ha proseguito con Andreoletti in panchina, poi rimpiazzato da Breda alla 33a giornata, e ha chiuso al decimo posto. La Virtus Entella, dopo la separazione con Gallo, è ripartita con Chiappella e ha conquistato la salvezza all’ultima giornata. L’Avellino è arrivato addirittura ai playoff, lasciando in panchina Biancolino per sostituirlo con Ballardini alla 26a giornata. E’ invece andata male al Pescara, che dopo la promozione tramite i playoff conquistata da Baldini, è retrocesso con mister Gorgone.

Non sono molti i casi di club tornati indietro dopo aver raggiunto la B. Oltre al Pescara e alla Reggiana, appena retrocessa, è successo soltanto al Perugia e al Lecco, che oggi è dentro i playoff di C e domenica giocherà a Catania per i quarti di finale. La Ternana ha ancora una piccola fiammella di speranza per evitare il fallimento, mentre l’Alessandria ha dovuto ripartire addirittura dalla Promozione e l’anno prossimo, dopo due campionati vinti di fila, tornerà in serie D. Diverso il caso della Feralpi Salò, scomparsa dal calcio dopo che il titolo sportivo, nell’estate scorsa, è stato rilevato dal Brescia.
Nel 2022 salirono dalla Lega Pro alla serie B il SudTirol, il Modena e il Bari, mentre il Palermo vinse i playoff. Nel 2023 è toccato a Feralpi Salò, Reggiana e Catanzaro, con l’aggiunta del Lecco. Nel 2024 a Mantova, Cesena e Juve Stabia, a cui si unì la Carrarese. Palermo, Catanzaro e Juve Stabia oggi sono impegnate nei playoff per la A, SudTirol e Bari nel playout per non retrocedere. Il trend comunque è chiaro: la B è sostenibile, a patto che si facciano le cose per bene.
Semmai c’è da dire che la serie A sul campo se l’è guadagnata soltanto il Como, grazie soprattutto alla nuova e facoltosa proprietà del colosso PT Djarum, con un patrimonio stimato che supera i 40 miliardi di dollari. I lariani l’anno prossimo parteciperanno molto probabilmente all’Europa League e rappresentano una sorta di eccezione, visto che nel massimo campionato ci vanno più o meno sempre le stesse: tre volte il Venezia, due il Frosinone, due la Cremonese.
Per l’Arezzo però questo conta relativamente. L’obiettivo primario è consolidare la categoria, dare sostenibilità al progetto e garantire un futuro al club, che tra quattro anni avrà un nuovo stadio da sfruttare come traino e trampolino di lancio.












