Gilli e Righetti festeggiano la vittoria

Nunziante, il più giovane dei ventidue, mette la firma sulla vittoria. Righetti, assist da giocatore vero. Il controllo palla di Arena una delizia per gli occhi. Bene Gilli-Illanes, Renzi soffre contro un Russo debordante ma non molla mai. Mole immane di lavoro per Tavernelli

Le pagelle di Avellino-Arezzo.

NUNZIANTE 7 Il più giovane tra i ventidue in campo, all’esordio in B dopo una stagione a Udine trascorsa a vedere gli altri giocare. Le insidie sono ovunque e, come se non bastasse, Russo gliela mette all’incrocio dopo neanche un quarto d’ora. Poteva restarci sotto, ne viene fuori alla grande. Tra i pali è un gatto, chiedere a Biasci e Favilli per la conferma. La vittoria porta anche il suo marchio.

RENZI 6 Ha il compito più improbo della serata, cioè spegnere i bollori di un Russo in versione iradiddio, tutto finte, dribbling e giochi di prestigio. Oggetto del desiderio dell’Arezzo in svariate sessioni di mercato, il 10 dell’Avellino imperversa per larghi tratti del match eppure non tracima, non sfonda, perché di fronte si trova un oppositore che non molla. Un Renzi stoico, già con il serbatoio pieno di benzina, che battaglia in retrovia e sprinta in avanti. La catena di destra con lui, Sala e Arena è tanta roba. E alla fine la pagella, alla prima in B, ne tiene conto.

GILLI 7 Prima volta in seconda serie, con un provvidenziale salvataggio su Russo dopo appena 4 minuti. All’avversario concede (forse) mezzo metro di troppo sulla pennellata del gol ma lì siamo in area, un passo avanti può cagionare danni e comunque più meriti dell’avellinese che demeriti del nostro. Il resto è battaglia intelligente con Biasci, con Favilli, con Pandolfi nel finale. Di fisico, senza rinunciare a qualche imbucata per far partire la manovra. Se era emozionato per l’esordio, non l’ha dato a vedere.

ILLANES 7 Fa fuori Fila dopo 11 minuti ma senza dolo, al termine di un corpo a corpo che è il suo marchio di fabbrica. Favilli mette ko lui poco prima dell’1-0, con un contrasto a palla lontana su cui Drigo e il Var non rilevano nulla. E’ un ex ed è l’unico del reparto difensivo ad aver già masticato la B, dettagli che gli consegnano il ruolo di guida tecnica e temperamentale. Attenzione massima fino al 99′, letture vispe: l’Arezzo l’ha preso per portare leadership e lui quello fa.

RIGHETTI 7 Nesta allarga Palumbo, una mezz’ala, sulla corsia laterale per disegnare una sorta di 424 iper offensivo. Ma su quella fascia non c’è trippa per gatti: il pupillo di Bucchi presidia il binario con tanta sostanza, con applicazione tattica, con gamba. Recupera palloni pesanti, partecipa al gioco orizzontale, avanza fino al tiro e al cross. La parabola scodellata in testa a Ionita per il gol del 2-1 è da giocatore vero.

SALA 7.5 Impatto impressionante sulla partita. Personalità, vivacità, tecnica, inserimento: per un’ora abbondante esibisce il repertorio completo del buon centrocampista, nonostante in mezzo ai piedi abbia fior di avversari. Già dentro i meccanismi del 433, vi aggiunge una verve e uno spirito d’iniziativa che corroborano il giro palla. Potrebbe anche segnare ma viene murato un paio di volte proprio in extremis. Esce dopo aver speso un giallo obbligato per stoppare la ripartenza di Russo (21′ st Mawuli 6 Suo il traversone da cui origina il raddoppio. Sua l’opposizione efficace al tiro di Pandolfi al 96′. Tanto basta).

IACCARINO 7.5 Dopo 8 minuti becca il cartellino e sembra la zavorra peggiore da portarsi dietro. Invece si libera del fardello con disinvoltura, firmando una delle prestazioni più convincenti da quando è ad Arezzo. Mobile, sempre in soccorso ai compagni per lo scarico, fa gioco e impedisce di farlo a Palmiero, il suo alter ego. Rompe le linee come piace a Bucchi, pressa e arriva a concludere. E poi, qualità imprescindibile per un play, non va in ansia quando si trova nel traffico. Partitone (36′ st Viviani 6).

IONITA 8 Signore e signori, giù il cappello. Se a 36 anni suonati riesci ancora a correre avanti per andare a pressare, a ripiegare indietro per compattare la squadra, a servire l’uomo vicino con lucidità, a crescere di rendimento man mano che le lancette girano, vuol dire che sei fuori categoria. Al 90′ il moldavo stacca altissimo, sovrasta Simic di testa e firma una delle vittorie più belle di sempre. Sembrava CR7 a Marassi, era il capitano dell’Arezzo al Partenio.

ARENA 7.5 Il controllo palla di questo ragazzo è delizia per gli occhi, così come lo stop in corsa. Furetto ispiratissimo, compensa la mancanza di fisicità con l’abilità dei piedi, la capacità di cambiare direzione all’improvviso, di dribblare in un fazzoletto. Cianci e Ionita gli apparecchiano un’opportunità da gol e lui va a prendersi il rigore dopo una serpentina che pianta in asso tre avversari. Una freccia acuminata per Bucchi (31′ st Pattarello 6 Uno scampolo interessante per il più atteso di tutti. Appesantito dai postumi della pubalgia, piazza un paio di spunti incoraggianti. Gli serve ancora del tempo, noi aspettiamo).

CIANCI 8 Lunedì era in infermeria per un fastidio al ginocchio, martedì era venduto al Foggia, mercoledì era allo stadio ad allenarsi, giovedì ha incassato la “fiducia cieca” di Bucchi, venerdì è partito con la squadra per Avellino, ieri ha dimostrato cosa significa essere un professionista. Una prestazione di sofferenza, di sacrificio, di sostanza. Ma non solo: tiro a fil di palo in chiusura di primo tempo, assist per Arena a inizio ripresa, palla conquistata selvaggiamente che origina l’azione del rigore, trasformazione esemplare dal dischetto con una rincorsa old style, senza balletti né veroniche. Piattone sinistro incrociato e primo gol in B al debutto. Applausi (31′ st Varela 6 Finto nove o centravanti di manovra che dir si voglia, con licenza di svariare. Insieme a Pattarello poteva pure chiudere il match in ripartenza con il 3-1. Comunque positivo).

TAVERNELLI 6 Volitivo ma impreciso al tiro, intraprendente ma con il colpo in canna. A tutto ciò si aggiunga l’impressionante mole di lavoro al servizio di fase offensiva, possesso palla e fase difensiva, con una spola pressoché continua su e giù per il campo. Può steccare in zona gol ma per il resto non tradisce mai o quasi.