i tifosi amaranto a Gubbio nel mese di febbraio

Siamo a 1.336 biglietti staccati per la trasferta di Marassi: superata quota 1.175 toccata a febbraio a Gubbio. E’ un dato record che richiama alla mente le partite di oltre vent’anni fa, nel magico campionato 2003/04, quando non c’erano divieti né restrizioni, i settori ospiti potevano essere riempiti fino all’ultimo posto libero e reperire i pullman per gli spostamenti non era un’impresa titanica come oggi. Quella di domenica si preannuncia una gara speciale

L’ultima volta sopra quota mille è molto recente: 21 febbraio, 1.175 aretini a Gubbio a godersi una vittoria al Barbetti che mancava da 86 anni. Decisivo il gol di Ravasio a inizio ripresa, per una delle tappe più significative verso la serie B. Domenica prossima a Genova i numeri saranno ancora migliori: l’aggiornamento più recente, relativo a stamani, conteggia 1.336 tagliandi staccati per il settore ospiti a Marassi. Il fatto che la trasferta sia libera, e che l’Osservatorio non abbia imposto restrizioni, ha di sicuro agevolato la partecipazione del pubblico. Il fascino del Ferraris sta poi facendo il resto.

Già a febbraio eravamo andati a spulciare gli archivi e i ricordi per ritrovare spostamenti di massa così cospicui. Ed eravamo dovuti tornare indietro di 20 anni o forse più, all’annata magica della promozione in B con Mario Somma in panchina. Da settembre 2003 a maggio 2004 fu un susseguirsi di trasferte giocate con il fattore campo annullato o quasi. L’entusiasmo intorno a quell’Arezzo era palpabile, alimentato dai gol di Abbruscato e Serafini, dalle parate di Pagotto, dalla combattività di Scotti e Venturelli, dalla classe di Pasqual, dal carisma di Gelsi.

i tifosi amaranto a Lucca nel 2004

La gente si muoveva in massa anche perché la logistica era molto più agevole. Non c’erano ancora divieti né limitazioni di sorta, la tessera del tifoso era di là da venire, i settori ospiti potevano essere riempiti fino all’ultimo posto libero e reperire i pullman per gli spostamenti non era un’impresa titanica come accade oggi. Anche grazie a questi dettagli tutt’altro che marginali, l’Arezzo portò centinaia e centinaia di persone a Pistoia, a Ferrara, a Lumezzane, a La Spezia, a Cesena, a Reggio Emilia, a Lucca, a Padova.

L’ultimo esodo, se così possiamo chiamarlo e in base ai dati raccolti da fonti attendibili, è quello del Porta Elisa: 28 marzo 2004, la strada verso la promozione ormai spianata e la curva est riempita di bandiere amaranto. La partita non andò benissimo, terminò con una sconfitta per 1-0 a causa di un gol di Iacopino e di un palo colpito da Maccan a due passi dalla porta. Ma nessuno se la prese troppo, mancava solo il conforto della matematica per il salto di categoria, che difatti arrivò un mese dopo.

Trasferte toste e con grandi numeri ci sono state pure in seguito (Cesena 2005, Piacenza 2006, Rimini 2007, Siena 2017, Carrara 2018, Piancastagnaio 2022) ma il tetto delle mille presenze non è stato sfondato, vuoi per il momento specifico della squadra e vuoi perché avevano cominciato a farsi strada tutte le difficoltà legate al calcio moderno, dalle dirette televisive al calendario spezzatino fino ai tagliandi contingentati per motivi di sicurezza. In queste ore quindi sta arrivando una grande risposta da parte del popolo amaranto e Genova 2026, comunque vada, resterà una trasferta speciale.