l'esultanza di Togni dopo il gol su punizione

Estate 2007, la retrocessione dalla B è una ferita ancora aperta. La nuova stagione comincia con due direttori sportivi, un allenatore che non approccia benissimo né la piazza né lo spogliatoio e una sconfitta all’esordio con il Sorrento. Il 2 settembre però, a Castellammare di Stabia, l’Arezzo pesca il jolly a tre minuti dalla fine, mentre gli applausi più convinti se li prende Capuano sugli spalti

Estate 2007, la retrocessione dalla serie B è una ferita aperta che non cicatrizza. L’Arezzo, scombussolato come non mai, riparte dal dg Vittorio Fioretti, che dopo aver scoperto e lanciato Mario Somma, tenta il secondo colpaccio portando Luciano De Paola in panchina. Ma la storia, si sa, non sempre si ripete. Tra l’altro il presidentissimo Piero Mancini, per complicare un po’ le cose, affianca a Fioretti un altro ds, cioè Giuseppe Tambone. Due teste, due strategie di mercato, un bel casino.

“Il pirata” De Paola, modi spicci e all’esordio in una prima squadra, ha un approccio così così con la piazza e ancora peggiore con lo spogliatoio, dove ci sono giocatori forti per la categoria: Baclet, Bondi, Togni, Myrtaj, Ranocchia, Vigna, Mirko Conte, Beati. Giusto per intricare ancora di più la matassa e alimentare discussioni da bar (che all’epoca, senza social, si svolgevano al bar veramente), Croce e Martinetti all’inizio sono fuori rosa e non giocano. Il classico masochismo che ci ha spesso contraddistinto.

L’esordio in campionato va malissimo: 0-1 in casa con il Sorrento, subito polemiche e cupo pessimismo. La seconda giornata, non sembri un paradosso, è già un’ultima spiaggia. Il 2 settembre l’Arezzo si presenta a Castellammare di Stabia, gioca una partita bruttina ma grintosa e a tre dalla fine pesca il jolly con una prodezza balistica di Eugenio Romulo Togni, centrocampista brasiliano che ad Arezzo in molti volevano mandare al circo e che invece era un signor giocatore. Finisce 1-0, De Paola allunga il brodino mentre in tribuna gli applausi più convinti li prende Eziolino Capuano, spettatore interessato. Di lì a qualche settimana verrà chiamato alla guida della Juve Stabia e al ritorno imbriglierà l’Arezzo con un tipico 0-0 all’ultimo sangue.

Da noi invece De Paola durò fino al 28 ottobre, giorno della sconfitta per 2-1 a Gallipoli. Poi toccò a Cuoghi, che però a Mancini non piaceva e infatti lo fece fuori a tre turni dal termine del campionato, promuovendo Fraschetti dalla Berretti. Andò a finire che l’Arezzo non centrò nemmeno i playoff, escluso a causa della classifica avulsa dopo l’arrivo a pari punti con Perugia e Pescara. Un epilogo che ha fatto storia.

Ps – il 2 settembre Porta del Foro vinse la Giostra, destinata a restare l’ultima per i giallocremisi fino al giugno 2019