tutta la carica di Tavernelli

Una sola parata per Nunziante ma decisiva. Renzi diligente, non si fa sovrastare dalla coppia D’Uffizi-Guiebre. Bene Righetti a sinistra. Mawuli un po’ caotico ma leonino, prezioso per spezzare il palleggio avversario. Ionita dà il buon esempio nelle due fasi, molto applicato Iaccarino. Arena guizzante per 45 minuti, poi si spegne. Brutto scampolo di gara per Pattarello nella ripresa

Le pagelle di Arezzo-Ascoli.

NUNZIANTE 7 I primi rilanci, fors’anche spostati dal tramontano che soffia sul Comunale, finiscono in fallo laterale e il Comunale mugugna. Poi aggiusta il calibro e va meglio. La parabola di Silipo che finisce in testa a Chakir, dopo 8 minuti, gli sfila dentro l’area piccola e lì forse avrebbe potuto azzardare la presa. In seguito si mostra sicuro, sbrogliando un paio di matasse intricate in uscita bassa. Determinante sul tiro secco e preciso di Silipo: una parata di puro riflesso, di prontezza, che sono le sue specialità. Una buona partita.

RENZI 6.5 Lui, il terzino adattato, contro uno dei migliori esterni in circolazione, cioè D’Uffizi, spalleggiato da quel cavallo di rara potenza che è Guiebre. I timori della vigilia su una mattanza in fascia destra si dissolvono minuto dopo minuto grazie a una prestazione volitiva, puntigliosa, accorta. Arena gli dà una mano, lui ci mette del suo a costo di sacrificare le sortite offensive che, per una volta, restano in naftalina. Diligente.

ILLANES 7 Torna titolare a distanza di un mese e mezzo, dall’imbarcata contro il Sudtirol. Il blocco basso predisposto da Bucchi lo agevola, dandogli meno campo da coprire. Il resto è farina del suo sacco: fisicità nei duelli, buone chiusure, una apprezzabile randellata ad Acampora per fermarne la ripartenza nell’unica ammonizione beccata dall’Arezzo. Perdonabile, visto il resto, il liscio in area ascolana sugli sviluppi di un corner, con una palla invitante riconsegnata agli avversari.

COPPOLARO 7 In area comanda lui. L’Ascoli manda dentro diversi palloni con differenti modalità e lui ne ricaccia fuori a secchiate, di testa e di piede. Sempre ben posizionato, dettaglio che non è figlio della casualità ma dell’esperienza. E’ un giocatore con un’apprezzabile affidabilità di fondo, nonostante alcuni evidenti passaggi a vuoto. Ieri tra i più solidi (44′ st Ferrari ng).

RIGHETTI 6.5 Gli toccava l’ingrato compito di arginare Silipo, presentatosi con un biglietto da visita recante 4 gol e 2 assist in 9 giornate. Va a finire che il talentuoso esterno bianconero spreme il minimo sindacale dalla sua fantasia, mentre lui impila un mattone sopra l’altro nel muro difensivo amaranto. Ringhioso nei contrasti, si becca l’applauso più fragoroso del pubblico quando riconquista palla a ridosso dell’area amaranto e mangia il campo per ottanta metri, andandosi a prendere un corner di pura foga agonistica.

MAWULI 6.5 Brutto, sporco e cattivo ma stavolta anche estremamente utile. Compensa gli errori in palleggio con una generosità che si rivela preziosissima per inibire il possesso ascolano, per spezzare il gioco, per rintuzzare le folate di Acampora soprattutto. Sua la pressione efficace su D’Uffizi a metà primo tempo, con palla consegnata ad Arena per la migliore occasione gol amaranto del match. Una prova un po’ caotica forse ma leonina (38′ st Sala 6 Un quarto d’ora frizzante com’è lui).

IACCARINO 6 Dedito alla causa a costo di rinunciare alle sue geometrie. La partita richiede di pensare negativo, di lavorare sull’avversario e lui esegue con puntualità. Corradini e Ricci, quest’ultimo alla prima da titolare, giocano tanti palloni ma raramente imbucano. Che sia dentro la partita lo dimostra nella parte finale, quando orchestra un paio di ripartenze con piglio e gamba che gira.

IONITA 6.5 E’ il capo della brigata, l’avamposto che dà il buon esempio con il pressing e una serie infinita di corse in avanti, di ripiegamenti in retrovia. A dispetto delle 36 primavere, butta in campo energia a profusione e nel primo tempo insidia Vitale con un colpo di testa che avrebbe meritato miglior sorte. L’Arezzo aveva bisogno del suo background per gestire al meglio una gara delicata sotto tutti i punti di vista. E lui ha risposto presente.

TAVERNELLI 7.5 A fine partita avrebbe meritato l’abbraccio riconoscente di tutti i 7mila del Comunale e un tappeto rosso steso dal campo fino a casa sua a Città di Castello. Una mole di lavoro impressionante sia dalla metà campo in su che nei raddoppi su Silipo. Suo il cross pennellato per il colpo di testa di Ionita, suo il tiro che mette in difficoltà Vitale, sulla cui respinta Arena non trova la ribattuta vincente. Esterno alto del 433, quinto di difesa, centrocampista aggiunto, è uno e trino. Che Dio l’abbia in gloria, è un elemento imprescindibile per quest’Arezzo con l’elmetto.

CERRI 6 Stavolta, al momento del cambio e a differenza di quanto successo con il Benevento, il pubblico gli tributa un giusto applauso per impegno e abnegazione. Più efficace nei corpo a corpo, più puntuale nelle sponde. Certo, è il centravanti e chiude senza nemmeno un tiro in porta, in una stagione in cui si trova ancora a zero gol. Ma il problema è più ampio e va oltre la gara di ieri, dove il suo contributo a un punto pesante, per la classifica e per il morale, è essenziale (22′ st Cianci 5.5 L’animus pugnandi è quello giusto, la difesa della palla pure. Peccato che mastichi tre o quattro passaggi comodi, dosando male la misura degli appoggi e vanificando altrettante situazioni potenzialmente pericolose).

ARENA 6 Non è Tavernelli e dunque il lavoro di mutuo soccorso al terzino, Renzi in questo caso, ne prosciuga più velocemente le energie. Difatti nel secondo tempo si spegne piano piano fino al cambio. Buon primo tempo però, guizzante e propositivo, con la sgassata palla al piede chiusa con un tiro a pelo d’erba che scheggia il palo (22′ st Pattarello 4 Un anno fa di questi tempi scardinava la porta del Campobasso con una doppietta al fulmicotone e l’esultanza con il salto mortale. Sembra passato un secolo, specie guardando lo scampolo di ieri in cui non ne azzecca mezza. Si fa anticipare con facilità disarmante e in una circostanza costringe Illanes e spendere il giallo per evitare guai peggiori. Manda in mezzo un cross sballato non da lui. Vanifica una ripartenza imbucando per Cianci anziché allargare su Tavernelli tutto solo. E perde un pallone sanguinoso sulla trequarti che poteva costare carissimo. Il 10 è dentro un tunnel di cui non s’intravede l’uscita. Forza e coraggio: come suol dirsi, non può piovere per sempre).