Di Nardo in gol a Vercelli contro l'Alessandria nel 2017

Due ex tra i prossimi avversari. L’attaccante ha vestito l’amaranto nella stagione della battaglia totale, quando era un ragazzino, e poi in quella della retrocessione in D, dove fu tra i pochi a salvarsi. Con il lavoro ha saputo costruirsi un presente da cannoniere di razza. Il centrocampista ha debuttato tra i grandi proprio al Comunale, subito dopo le giovanili dell’Empoli. Piede morbido e visione di gioco, si è consacrato con la Juve Stabia

Nell’estate 2017 l’Arezzo sottoscrisse un accordo di collaborazione con la Sampdoria, non molto chiaro in verità ma che inizialmente sembrava potesse portare i suoi frutti. Non a caso sulla panchina amaranto arrivò Claudio Bellucci, fin lì tecnico delle giovanili blucerchiate, mentre in organico vennero inseriti il centrocampista Roberto Criscuolo e l’attaccante Antonio Di Nardo, classe 1998. L’avventura di Bellucci durò quattro giornate, poi la sconfitta di Piacenza gli fu fatale e il ds Roberto Gemmi chiamò al capezzale della squadra Massimo Pavanel, destinato a guidare il gruppo verso la salvezza con la battaglia totale.

Criscuolo non lasciò tracce significative, mentre Di Nardo, che all’epoca aveva 19 anni, combinò qualcosa di buono. Fu suo, per esempio, il gol della prima vittoria della gestione Pavanel, segnato a Vercelli contro l’Alessandria su assist di Yebli. In quel campionato ne infilò un altro al Cuneo per complessive 30 presenze. Dopo aver giocato con Vis Pesaro e Lucchese, tornò ad Arezzo nella disgraziata stagione 2020/21, chiusa con la retrocessione in D e il valzer di allenatori (Potenza, Camplone, Stellone) e ds (Di Bari, De Vito, Muzzi). Di Nardo, impiegato spesso da esterno d’attacco, fu tra i pochi a non sfigurare, grazie soprattutto alla generosità riversata in campo.

La sua carriera sembrava destinata all’anonimato, tant’è che scese in D con Sona e Vastese. A Campobasso l’impennata: promozione in Lega Pro, scudetto dilettanti e soprattutto 29 gol in 83 partite. Da lì l’approdo in serie B con il Pescara: altri 14 gol in 38 presenze nonostante la retrocessione dei biancazzurri. In estate il trasferimento a Castellammare per circa 2 milioni di euro compresi i bonus e lo status di attaccante da doppia cifra anche per il torneo cadetto. Finora sono 7 le sue realizzazioni con la Juve Stabia, apice del percorso di un ragazzo che ha saputo costruirsi, passo dopo passo, un presente migliore di quello pronosticato.

Davide Buglio in amaranto nella stagione 2018/19

L’altro ex della sfida risponde al nome di Davide Buglio (1998). Aveva vent’anni quando, nell’estate 2018, arrivò in prestito dall’Empoli per cominciare la sua prima vera esperienza nel calcio dei grandi. Un salto che non gli fece perdere la sicurezza nei propri mezzi, anzi ne mise in risalto la disinvoltura con cui interpretava il ruolo di play/mezz’ala e la qualità nelle giocate.

Mister Dal Canto lo conosceva bene, avendolo già allenato nella Primavera azzurra, e da subito lo schierò titolare in un centrocampo che comprendeva anche Basit (inizialmente), Foglia e Serrotti. Il debutto in campionato arrivò il 16 settembre, a Lucca, con il gol che regalò all’Arezzo la prima vittoria stagionale. Un biglietto da visita niente male. Quella fu una stagione importante per gli amaranto, protagonisti di un campionato di alto livello e poi fermati dal Pisa nella semifinale playoff. Buglio fu uno dei protagonisti: 40 presenze complessive e 6 gol, alcuni bellissimi. Era un esordiente ma sembrava avere già qualche anno di esperienza in più sulle spalle.

Dopo Arezzo arrivò la chiamata del Padova, poi le esperienze con Livorno, Monterosi e Siena, tappe attraverso le quali ha consolidato il proprio percorso. Nell’estate 2023 la Juve Stabia gli ha dato una nuova opportunità e Buglio l’ha ripagata diventando uno degli uomini di riferimento della squadra di Guido Pagliuca, fino alla conquista della promozione in serie B. Con le Vespe ha conosciuto il palcoscenico della cadetteria, prima della parentesi in prestito a Catanzaro e del ritorno in gialloblù. Arezzo, per lui, resta la piazza che lo ha lanciato nel calcio vero.