Gli amaranto hanno messo insieme 44 punti finora e puntano ai playoff, i veneti (dove giocano l’aretino Pelagatti e l’ex amaranto Ruggeri) sono invece a quota 51. Si difendono bene anche le altre, dalla Giana al Lumezzane fino al Sestri Levante, uscito dai playout. Tutte queste squadre hanno ancora gli allenatori della promozione in panchina. Eccezioni al sud: quasi spacciato il Brindisi, stagione deludente per il Catania (che però è in finale di Coppa Italia)

Tra le 9 squadre neopromosse dalla serie D, soltanto il Legnago sta marciando a ritmi più sostenuti dell’Arezzo. Il salto di categoria non è facile da assorbire, né in campo né fuori viste le incombenze amministrative e burocratiche che si porta dietro. In generale però, quest’anno le matricole si stanno difendendo con vigore, a parte un paio di eccezioni.

GIRONE A

Come detto, quella messa meglio è il Legnago a quota 51 punti. I veneti erano retrocessi dalla C nel 2022 ma poi sono tornati subito tra i professionisti grazie ai 60 punti conquistati l’anno scorso, 2 in più della Clodiense arrivata seconda. L’allenatore è Massimo Donati, confermato dopo la promozione. In rosa, tra gli altri, l’aretino Carlo Pelagatti e l’ex amaranto Giacomo Ruggeri.

Non se la sta cavando male nemmeno la Giana Erminio (43 punti), salita in C grazie agli 80 punti messi insieme l’anno passato, quando arrivò davanti alla Pistoiese. Anche per i lombardi un su e giù con il professionismo, da dove erano usciti con la retrocessione del 2022. Pure in questo caso, ha prevalso la linea della continuità e in panchina siede ancora Andrea Chiappella, lo stesso tecnico della passata stagione.

In calando il Lumezzane, che comunque occupa l’ultimo posto utile per i playoff con 42 punti. Per i bresciani, a cui è legato uno dei ricordi più belli della storia amaranto, il 2023 ha portato in dote il completamento della rinascita calcistica: il club era ripartito dalla Promozione nel 2019 per essere ripescato in Eccellenza dodici mesi più tardi. Nel 2022 è salito in D e poi è tornato tra i prof (dove mancava dal 2017) dopo un lungo duello con l’Alcione. In rossoblu, a gennaio, è andato a giocare in prestito Mattia Iori, mentre il tecnico, da tre stagioni, è Arnaldo Franzini.

GIRONE B

L’Arezzo è salito domenica a 44 punti, archiviando di fatto il discorso salvezza e lanciandosi verso la possibile conquista dei playoff. I 70 punti di un anno fa misero in fila la concorrenza a cominciare dalla Pianese e la società, come noto, ha trattenuto 14 calciatori per mantenere una intelaiatura base. Confermato anche mister Paolo Indiani, che adesso è a quota 10 promozioni conquistate.

Per diverse settimane, in classifica è stato davanti il Pineto, oggi a 39 punti. Approdati per la prima volta in C grazie allo splendido campionato di un anno fa (72 punti totali, 5 in più della Vigor Senigallia), gli abruzzesi hanno cominciato bene il torneo per poi andare in flessione dopo il giro di boa. L’allenatore Daniele Amaolo, l’uomo della promozione, è stato esonerato e al suo posto è arrivato Roberto Beni. La società, nel frattempo, dopo un breve esilio a Pescara ha rimesso in sesto l’impianto “Mariani-Pavone”, che ha ricevuto l’agibilità dalla Lega.

Discorso diverso per il Sestri Levante, campione d’Italia dilettanti dopo aver dominato il suo girone (94 punti) e vinto anche la poule scudetto. Il “Sivori” non è a norma e i liguri sono stati costretti a emigrare prima a Carrara e poi a Vercelli, dove spesso devono giocare a porte chiuse. Questo li ha frenati, anche se adesso stanno recuperando terreno e sono usciti dalla zona playout (35 punti). In panchina fiducia saldissima per Enrico Barilari, tecnico del ritorno in C dopo oltre sessant’anni. In rosa quel Riccardo Forte (11 gol) che è stato e forse ancora è un obiettivo di mercato dell’Arezzo.

GIRONE C

Al sud le cose vanno un po’ diversamente. Il Sorrento, tornato in C dopo un vibrante derby con la Paganese risolto sul filo di lana, è undicesimo con 42 punti ma può ancora ambire all’ingresso nei playoff. I rossoneri sono guidati da Vincenzo Maiuri, l’allenatore che ha vinto la serie D pochi mesi addietro. Pure nella città costiera, come da noi, è stato presentato un progetto per uno stadio nuovo.

Tra le delusioni più grandi della stagione c’è il Catania, a +6 sui playout con 39 punti, pochissimi per una squadra costruita con l’obiettivo di stazionare ai vertici dopo la promozione di un anno fa (88 punti, +31 sul Locri secondo). Gli etnei sono comunque arrivati alla finale di Coppa Italia e ieri sera hanno perso 2-1 l’andata a Padova, punteggio che lascia tutto aperto per il ritorno al “Massimino”. L’annata però è stata travagliata, nonostante una proprietà economicamente forte e ambiziosa. Mister Giovanni Ferraro non è stato confermato in estate e al suo posto venne scelto Luca Tabbiani, poi rimpiazzato da Cristiano Lucarelli e adesso da Michele Zeoli.

Ancora peggio sta andando al Brindisi. I pugliesi sono ultimi con 15 punti, praticamente spacciati a un solo anno di distanza dalla promozione che arrivò dopo lo spareggio in campo neutro contro la Cavese (le due squadre avevano chiuso la stagione regolare a 69 punti). Ciro Danucci, confermato in panchina, è stato esonerato e sostituito con Giorgio Roselli. Poi è tornato Danucci per due giornate e adesso è arrivato il turno di Nicola Losacco. Il club, nel frattempo, è stato penalizzato di 4 punti per irregolarità amministrative.