Difficile scindere ciò che è successo in campo dal contorno nel big match con il Ravenna: alla fine è stata una giornata densa sotto tutti i punti di vista. E la conferma che con il pubblico sugli spalti è tutta un’altra cosa: basti pensare alle vibrazioni avvertite dopo il gol di Cianci, ennesimo colpo di una coda di una squadra che non perde praticamente mai. Adesso Ternana e Campobasso: dopo queste due partite, il quadro generale sarà un po’ più chiaro
LA BELLEZZA – Difficile scindere ciò che è successo in campo dal contorno. Era una partita da giocare su più fronti quella di ieri e alla fine è stata una giornata bella densa. Il calcio è calcio per le bandiere, per i cori, per gli applausi, per i fischi, per la bolgia, per gli sfottò. Senza, possiamo cercare un senso a questa storia ma questa storia un senso non ce l’avrebbe. Una coreografia come quella della sud va più in là del tifo, non è solo folklore. E’ orgoglio, è appartenenza, è cuore che batte, è brivido sulla pelle. Complimenti a chi l’ha pensata, a chi l’ha preparata, a chi l’ha condivisa con tutta la gente che c’era. Emozioni ragazzi, emozioni.
ANTIPASTO – Tecnicamente è stata una partita combattuta, più tesa che spettacolare, più equilibrata che arrembante. Il Ravenna aveva avuto l’episodio del rigore per indirizzarla ma poi è calato vistosamente, mentre l’Arezzo piano piano è venuto fuori, ha spinto, ha agguantato il pari, ha rischiato di vincerla al 95′. Poco impegnati i due portieri, anche se il livello complessivo è risultato superiore alla media della Lega Pro. Speriamo sia stato un assaggio di ciò che accadrà tra qualche mese.
SCOSSA – A proposito di contorno, di pubblico, di entusiasmo. Erano anni che non si vedeva un pandemonio del genere allo stadio dopo un gol. Quando Cianci si è fatto cento metri di corsa per andare a esultare sotto la sud, cioè dalla parte opposta del campo, gli spalti vibravano e tremavano. La B dopo questo 1-1 è un pochino più vicina. Ma c’è ancora del lavoro da fare.
SERBATOIO CAPIENTE – La serie utile è salita a undici giornate, Venturi non prende gol su azione da due mesi e mezzo, l’Arezzo concede le briciole in attacco a tutti gli avversari. E’ il segnale di una squadra calata alla perfezione nella parte, che sa aiutarsi e sostenersi nei momenti di difficoltà e che ha la forza per sopperire alle assenze, anche quando si sommano nella stessa giornata. Affrontare lo scontro diretto senza Ionita e Mawuli, per quanto Bucchi li abbia utilizzati in alternativa l’uno all’altro, rappresentava un rischio. Invece, grattando un po’ qua e un po’ là, l’Arezzo riesce sempre a raggranellare energie mentali, fisiche e tecniche, per andare una spanna sopra gli avversari. Difatti non perde praticamente mai.
TRE PARTITE IN OTTO GIORNI – Che la strada verso l’obiettivo finale sia tracciata da un pezzo, è un dato di fatto. Che non ci sia ancora il margine per mollare gli ormeggi, anche. Il Ravenna è rimasto a -7, agganciato dall’Ascoli. Entrambe le contendenti devono giocare di qui alla fine altre 8 partite, l’Arezzo 9. Questa settimana, contrassegnata da un trittico tosto, potrebbe aggiungere qualche dettaglio non marginale al finale di stagione. L’Ascoli ha il derby esterno con la Samb e poi il Ravenna in casa, che invece mercoledì ospita la Pianese. Gli amaranto ricevono la Ternana e lunedì prossimo vanno a Campobasso, contro una squadra in formissima e che oltretutto dopodomani riposa. Scolliniamo queste due gare e poi rifacciamo i conti. Il quadro sarà più chiaro.












