La petizione, condivisa da numerose tifoserie in tutta Italia, approderà poi in Senato seguendo i dettami dell’articolo 50 della Costituzione. La richiesta si articola intorno ad alcuni punti cardine: no alle squadre B, prezzi equi, orari e calendari rispettosi dei lavoratori, tutela delle trasferte, regole stringenti sulle multiproprietà dei club
Oggi, giorno di Arezzo-Perugia, avrà inizio la raccolta firme “Per un calcio giusto e popolare” portata avanti dalla curva Lauro Minghelli e da Orgoglio Amaranto. I banchini per le adesioni saranno presenti davanti al bar Stadio e subito dopo il primo ingresso della curva Sud. Questa sarà la prima occasione per sottoscrivere la petizione, poi ne seguiranno altre fino al termine dell’annata sportiva.
Il documento verrà poi portato in Senato, seguendo i dettami dell’articolo 50 della Costituzione. Si tratta di un’iniziativa condivisa da numerosi gruppi ultras e tifoserie di tutta Italia, con l’obiettivo di restituire dignità al calcio italiano e a chi lo sostiene ogni giorno: il tifoso.
La richiesta di un calcio popolare e senza repressione si articola intorno ad alcuni punti cardine: campionati meritocratici senza squadre B; prezzi popolari per i settori popolari; calendari e orari rispettosi dei lavoratori; promozione di uno stadio a misura di tifoso; tutela delle trasferte e dei tifosi ospiti; stop a misure ingiuste e sproporzionate; regole stringenti sulle proprietà delle società calcistiche e sulle multiproprietà.













