I piemontesi, tornati in terza serie dopo 77 anni, devono giocare a Sestri Levante per i lavori di adeguamento del proprio stadio. Dal 2007 al timone del club c’è l’imprenditore Germanetti, che adesso sta progettando la fusione con l’Albese per creare una società più solida. Ma ai tifosi l’idea non piace. In panchina siede Nisticò, il tecnico della promozione, fedelissimo del 352. Il fantasista La Marca e l’attaccante Baldini i giocatori top
IL BRA E L’IPOTESI FUSIONE – Venerdì di campionato per l’Arezzo, impegnato sul neutro di Sestri Levante contro il Bra che, con 26 punti, occupa la diciottesima posizione. I piemontesi sono tornati tra i professionisti dopo 12 anni dall’ultima apparizione della squadra nell’allora Seconda Divisione di Lega Pro e a ben 77 anni (era il 1948) di distanza dall’ultimo campionato di terza serie. Alla guida del club c’è Giacomo Germanetti, originario proprio di Bra, titolare di un’azienda di bombole di gas e carburanti, che dal 2007 è al timone della società della provincia di Cuneo, con la squadra allora in Eccellenza. Nelle ultime settimane però una notizia ha messo in agitazione tutto l’ambiente. Lo scorso 5 marzo c’è stata una conferenza stampa congiunta organizzata dal presidente Germanetti assieme a quello dell’Albese, Maxim Pioggia, che ha acceso i riflettori su un progetto che potrebbe portare a una collaborazione o addirittura a una fusione tra due delle principali società del territorio della Granda. L’idea, ancora in embrione, è quella di costruire un club più strutturato e competitivo, capace di rappresentare non soltanto Bra o Alba, ma un’area più ampia tra Langhe e Roero. Il punto di partenza potrebbe essere la matricola dei giallorossi, che diventerebbe la base per la nuova entità sportiva qualora il club riuscisse a mantenere la categoria. Il progetto, a quanto pare, resterebbe in piedi anche in caso di retrocessione dei braidesi. Nome, colori sociali e forma societaria non sono stati ancora stabiliti, ma il tema dell’identità si intreccia gioco-forza con quello delle tifoserie e del campanile, perché unire due storie calcistiche diverse non è mai semplice: i dirigenti però ritengono che il territorio possa trarre beneficio da un progetto più ambizioso e condiviso, anche se la tifoseria del Bra è sul piede di guerra. I prossimi mesi saranno decisivi.
MISTER IMPRENDITORE – Tornando al calcio giocato, in panchina siede sempre il protagonista della promozione, ovvero Fabio Nisticò. Torinese di origini calabresi, 50 anni compiuti a luglio, una carriera da allenatore divisa tra Piemonte (Chieri, Rivoli, Chisola, Verbania tra le altre) e Lombardia (Pavia), vanta oltre 500 panchine in carriera. Alla seconda stagione in giallorosso, integralista nel suo 352, predilige le squadre che provano a giocare. E’ un tecnico con una storia particolare, come dichiarato alla Gazzetta dello Sport nei mesi scorsi: “Mi sveglio all’alba, vado in magazzino, coordino gli operai e partiamo con i lavori. La mattina giro per i cantieri, gestisco l’impresa edile di famiglia. Poi dal pomeriggio alla sera sono in campo. Amo quello che faccio e non ho intenzione di lasciare l’attività”.
IL MERCATO – Nel mercato di riparazione il direttore sportivo Ettore Menicucci e il direttore tecnico Stefano Sorrentino hanno concluso diverse operazioni. Sono arrivati due ex Rimini, approdati a Bra dopo il fallimento della società romagnola, ovvero il centrocampista Leoncini e il fantasioso Capac, quest’ultimo in prestito dall’Atalanta come il mediano finlandese Armstrong. Inoltre sono stati ingaggiati gli attaccanti Akammadu (dalla Giana Erminio in uno scambio con Cannistrà) e Scapin (Dolomiti Bellunesi), oltre al terzino Milani in prestito dall’Heracles, seria A olandese, e all’ex amaranto Pretato arrivato dal Pontedera. Hanno lasciato il club Chiesa, Chiabotto, Sammouni e Minaj.
CARATTERISTCHE DI SQUADRA – Il Bra non sta attraversando un grande momento di forma: appena 2 punti conquistati nelle ultime 7 gare, con l’ultimo successo datato 31 gennaio (1-0 casalingo contro il Gubbio). Una costante di queste ultime giornate sono le sconfitte arrivate negli ultimi minuti di partita, soprattutto nel recupero: Livorno, Carpi, Vis Pesaro e Pineto. A questo punto, classifica alla mano, la salvezza diretta dista 5 punti e più verosimilmente il Bra dovrà fare la corsa sulla Samb, avanti di due lunghezze, per acciuffare la migliore posizione possibile in vista dei play-out. Analizzando più nel dettaglio i giallorossi, la difesa, che ha visto alternarsi per tutta la stagione tra i pali Franzini e Renzetti, titolare nelle ultime settimane, ha da diverse giornate una sua composizione ben precisa e affiatata. Il terzetto difensivo è di solito composto da Sganzerla, che però domani sarà assente per squalifica, da De Santis, ex giovanili della Roma, che nel 2016 sfiorò l’esordio in Europa League contro l’Austria Vienna con Luciano Spalletti in panchina e da Fiordaliso, arrivato il 25 ottobre. L’ex Spal è il giocatore di maggiore qualità ed esperienza in categoria. Terza linea che ha numeri negativi: con 45 reti al passivo solo il Pontedera ha fatto peggio, porta inviolata in appena 3 circostanze. Il reparto pecca dal punto di vista dell’attenzione, soffre le giocate in velocità e le situazioni da palla inattiva, non irreprensibile in marcatura e nel gioco aereo. Sugli esterni sta mancando l’apporto di Patuassi, ai box per la rottura del crociato, che nella prima parte della stagione si era fatto apprezzare per le sue accelerazioni e la precisione nei cross. In mezzo Tuzza ha perso il posto da titolare, in un reparto dove sta avendo continuità di rendimento Brambilla, figlio di Massimo, allenatore della Juve Next Gen, e dove Lionetti, autore di 4 reti, sarà assente per squalifica. In avanti Nisticò spera di recuperare Sinani, 7 reti in campionato, in dubbio per un problema fisico. Attacco che si affida all’esperienza di Baldini e dove ha avuto un buon impatto Capac, giocatore di gamba e discreta qualità, che con 32 reti all’attivo ha numeri più che buoni per una squadra in lotta per la salvezza.

MODULO E FORMAZIONE – Per la gara con gli amaranto Bra che dovrebbe essere schierato con il consueto 352. In porta Renzetti dovrebbe essere preferito a Franzini, terzetto difensivo con De Santis, Fiordaliso e uno tra Pretato e Rabuffi. In mediana Maressa, Armstrong, Brambilla, Campedelli e La Marca, colui che ha maggiore libertà di appoggiare la manovra offensiva, con Leoncini e Tuzza come possibili alternative. In attacco Baldini con Capac, con Nisticò che conta di avere Sinani almeno in panchina.
GIOCATORI TOP – I giocatori da temere maggiormente sono Mattia La Marca ed Enrico Baldini. Il primo è centrocampista offensivo classe ’03, cresciuto nel Torino e arrivato in estate dal Chisola. Giocatore di qualità, fantasioso, intelligente tatticamente, abile in fase di rifinitura e apprezzabile anche in chiave realizzativa. Estroso, capace di giocate importanti, imprevedibile, in campionato autore però di sole 2 reti. Baldini invece è attaccante nativo di Massa, 30 anni da compiere a novembre, arrivato in giallorosso a fine mercato estivo. Giocatore esperto, che aveva addirittura esordito con l’Inter in Europa League contro il Qarabag nel novembre 2014, con una buona carriera anche in B dove ha vestito le maglie di Pro Vercelli, Ascoli e Cittadella: due interventi al ginocchio (2022 e 2024) ne hanno frenato la carriera. Giocatore versatile, può giocare senza problemi da esterno offensivo, da trequartista o da seconda punta, ma anche come terminale offensivo. Dotato a livello tecnico, rapido, buon finalizzatore, a oggi autore di 7 reti.
ANDATA – All’andata l’Arezzo si impose per 2-1 grazie a Pattarello su rigore e Cianci e rete piemontese a firma Baldini.












