Il centrocampista premiato dal Museo Amaranto per le oltre cento presenze con l’Arezzo: “A Pesaro una prova di forza, è stata una trasferta decisiva. Sono arrivato qua con un punto di domanda, ho dovuto conquistarmi tutto sul campo e ho vissuto la crescita esponenziale del club. Il coro sulla remuntada? L’ha inventato Chierico. Ho rinnovato il contratto a novembre, sono a disposizione della società”

Il Museo lo ha premiato per le oltre cento presenze con la maglia amaranto. Ed è stata l’occasione buona per tirare un consuntivo del triennio trascorso ad Arezzo: un ottavo, un quinto, un primo posto, la promozione in serie B, la trasformazione da trequartista a play basso davanti alla difesa. Tre stagioni con tre allenatori diversi (Indiani, Troise, Bucchi) e un futuro che per Filippo Guccione, a 33 anni e mezzo, deve ancora essere scritto.

“La forza di squadra è stata decisiva per vincere quest’anno – ha detto. La profondità della rosa e la bravura del mister hanno fatto il resto. Tra le tante partite giocate ad Arezzo, è difficile sceglierne una. Dico quella con la Torres per ovvi motivi, però penso che una svolta ce l’abbia data la trasferta di Pesaro, quando vincemmo su un campo storicamente molto complicato. Fu una grande prova di forza. Io ad Arezzo sono arrivato, dopo Mantova, con un grande punto di domanda: ho dovuto guadagnarmi tutto sul campo e ho vissuto la crescita esponenziale della società. Ci sono stati anche momenti di contestazione, ripagati però dal giro in centro città con il pullman scoperto: un ricordo indelebile. Anche il presidente qualche volta ci ha pungolato in modo forte ma abbiamo preso le sue parole nel modo giusto: sappiamo quanto ci tiene, quanto sta dando al club e quanto darà in futuro. Adesso i playoff per fortuna li guardiamo dal divano, mi aspetto qualche sorpresa come sempre. Il coro ironico sulla remuntada? L’ha inventato Chierico alla cena di squadra e poi l’hanno cantato anche i tifosi. Mi godo questa promozione, ho rinnovato il contratto a novembre e sono a disposizione del gruppo, del mister e della società. Il mio sogno, da quando sono qua, è stato ed è quello di giocare in serie B”