il nuovo stadio visto dalla Minghelli

La società americana, partner di franchigie, brand e grandi impianti in tutto il mondo, affiancherà il club amaranto nella ricerca di sponsor, naming rights, hospitality ed eventi per massimizzare i ricavi del Comunale del futuro. Poche settimane fa ha firmato anche il contratto di gestione della Cantù Arena, che ospiterà la serie A di basket. Per il presidente Manzo un partner affidabile e prestigioso, da tenersi stretto come la serie B

Il presidente Guglielmo Manzo lo aveva anticipato la scorsa settimana: l’Arezzo ha definito un accordo di collaborazione con Legends Global, una delle principali aziende mondiali specializzate nel trasformare gli impianti sportivi in attività redditizie. Fulcro della partnership è il progetto di riqualificazione dello stadio, che secondo il cronoprogramma arriverà a conclusione nel 2030. LG ha sedi in tutti i continenti e lavora con club, proprietari di strutture, grandi eventi occupandosi di consulenza strategica, vendita di diritti commerciali, hospitality, gestione dei ricavi e naming rights, cioè quegli accordi grazie a cui un brand investe per dare il proprio nome a un luogo, un evento o, come in questo caso, a uno stadio. Tra i clienti figurano veri e propri colossi come le franchigie statunitensi NFL (football americano) e MLB (baseball), la Premier League, LaLiga e numerosi progetti di nuovi stadi negli Usa e in Europa.

Si tratta di una novità importante, che nelle intenzioni di Manzo servirà a dare slancio all’attività della società di scopo, Arena Amaranto srl, creata ad hoc, come prescritto dalla normativa, per selezionare investitori e partner del maxi piano di ristrutturazione del Comunale. LG infatti opera da tempo nell’individuare aziende italiane o internazionali con margini di sviluppo considerati appetibili, stimare il valore commerciale del naming, negoziare i contratti, stipulare accordi pluriennali. Per una società di serie B italiana, gli introiti derivanti dai diritti per il nome dello stadio potrebbero valere alcune centinaia di migliaia di euro l’anno, anche se la cifra dipenderà dal mercato e dall’eventuale crescita sportiva del club.

la Cantù Arena

Ma perché LG ha accettato di mettere a disposizione le sue consulenze, che hanno un costo proporzionale al prestigio della società, per un progetto che riguarda una città di provincia e un club che non è mai stato in serie A? Perché quello di Arezzo, è stato ricordato molte volte, è il primo impianto che verrà costruito secondo le linee guida della legge stadi del 2021. Tutto ciò genera curiosità ma soprattutto interessi economici ed è considerato spendibile con aziende, grandi marchi, istituti di credito. E’ lo stesso presupposto che ha spinto LG a firmare il contratto di gestione della Cantù Arena, che ospiterà la serie A di basket ma anche grandi eventi, concerti e spettacoli.

Quest’ultimo è un dettaglio fondamentale. Ogni parte dell’impianto, quando sarà completato, può diventare un prodotto commerciale, attirando sponsor per le tribune, per l’area famiglie e hospitality, per la sala stampa, per il Museo e per una eventuale fan zone. Non solo: nel progetto del gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Carlo Antonio Fayer sono previsti eventi aziendali, concerti, convegni, ristorazione, attività commerciali, iniziative cittadine. È proprio il modello che LG promuove con convinzione: fare dello stadio una destinazione aperta tutto l’anno e non solo ogni due settimane.

Finora il progetto stadio era stato raccontato soprattutto sotto il profilo urbanistico, sportivo e burocratico, con il lungo e complesso iter completato nel giro di due anni. L’ingresso di LG è il segnale che il club sta cominciando a pianificare la fase della monetizzazione grazie a un partner sinonimo di affidabilità e credibilità. Il tema dunque non è più soltanto costruire il nuovo Città di Arezzo, ma creare i presupposti per farlo rendere economicamente. Del futuro, come noto, non v’è certezza. Difficoltà e contrattempi probabilmente non mancheranno, perché ci sarà sempre qualcuno che obbligherà a costruire una barriera metallica qua e là. Però per l’Arezzo andare a braccetto con LG rappresenta un bel salto in avanti, da corroborare consolidando la serie B che quest’anno sembra proprio una A2.