La testata online Calcio e Finanza, una delle più importanti del settore, dedica un ampio approfondimento al progetto amaranto. “Primo vero banco di prova del nuovo corso normativo sugli impianti sportivi italiani. Un intervento che viene osservato da amministrazioni, operatori del settore e addetti ai lavori come uno dei primi veri incubatori italiani del nuovo corso sugli stadi”
La testata online Calcio e Finanza, una delle più importanti del settore, dedica un ampio approfondimento al progetto del nuovo stadio di Arezzo. Si trova all’interno della rubrica “stadi che rigenerano” curata da Giovanna Mirabella e punta il focus sul fatto che l’impianto progettato dall’architetto Carlo Antonio Fayer “è un intervento che va oltre la semplice riqualificazione dell’impianto e, per impostazione, metodo e rispetto del quadro normativo, viene osservato – e lo sarà sempre di più – da amministrazioni, operatori del settore e addetti ai lavori come uno dei primi veri laboratori italiani del nuovo corso sugli stadi”.
“Il primato rappresentato dal nuovo Città di Arezzo – si legge nel testo – rappresenta per molti aspetti, se non tutti, il primo vero banco di prova del nuovo corso normativo sugli impianti sportivi italiani. L’intervento è infatti il primo a svilupparsi integralmente all’interno del quadro delineato dal D.Lgs. 38/2021 e dai successivi aggiornamenti normativi, recependone procedure, tempistiche e requisiti tecnico-amministrativi. Un aspetto che potrebbe apparire secondario ma che costituisce uno degli elementi di maggiore interesse dell’intera operazione.
La riqualificazione della tribuna storica, la costruzione delle nuove curve, la nuova Maratona e la nuova copertura contribuiscono a ridefinire completamente il rapporto tra impianto e spettatori. L’attenzione alla componente ambientale è imprescindibile per qualsivoglia progetto architettonico e ingegneristico che muove i suoi natali nel 2026. Ragion per cui il nuovo impianto aretino prevede un impianto fotovoltaico da 1,3 MW, sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane e delle acque grigie, nuove piantumazioni e la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile, al fine di garantire benefici ambientali concreti per il territorio.
A completare il quadro sono l’accessibilità universale, l’infrastruttura digitale in fibra ottica, i sistemi avanzati di controllo e gli standard richiesti da Uefa e conseguentemente Figc ma l’operazione non si limita ad adeguarsi banalmente a nuove prescrizioni tecniche. L’obiettivo è chiaramente più ambizioso e in questo consiste la sua forza: ridefinire il ruolo stesso dello stadio all’interno della città e trasformarlo in un’infrastruttura capace di produrre valore ben oltre il giorno della partita”.












