Il club dal 2025 è in mano al fondo d’investimento statunitense Presidio Investors, con presidente Italo Zanzi, in passato Ceo della Roma. In panchina è tornato per la terza volta Marco Baroni, ex Lazio e Torino, che nel 2022 portò il Lecce in serie A. Giovedì la squadra ha conquistato la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia vincendo a Cagliari, mentre in campionato è partita a rilento: solo un punto nelle prime due giornate. Contro l’Arezzo probabile 4231: il metronomo francese Bernede e l’attaccante svedese Sarr gli elementi top
VERONA AMERICANO – Dopo la beffa contro il Palermo per l’Arezzo c’è in programma un’altra sfida di grande fascino, ovvero quella del Bentegodi contro l’Hellas Verona, che in queste due prime giornate ha raccolto appena un punto. A gennaio 2025 Maurizio Setti ha ceduto tutte le sue azioni al fondo d’investimento statunitense Presidio Investors, società di private equity con sede ad Austin, Texas, rimanendo comunque in società con il nuovo ruolo di Senior Advisor of Football Operations. Nominato presidente Italo Zanzi, che in passato ha ricoperto la carica di Ceo della Roma.
ALLENATORE D’ESPERIENZA – In panchina, da questa estate, siede Marco Baroni. Classe ’63, fiorentino, vanta una buona carriera da difensore che lo ha visto tra l’altro indossare le maglie di Lecce, Napoli, Bologna e soprattutto Hellas. Chiude alla Rondinella, dove nel 2000 inizia la sua carriera da allenatore. In oltre 25 anni guida tra le altre Montevarchi, Ancona, Siena, Cremonese, Pescara, Novara e nelle ultime stagioni Lazio e Torino. Il 19 giugno il suo terzo ritorno alla guida dei gialloblù dove era stato nel 2002 come vice di Malesani, nel 2023-24 quando aveva condotto il club, dopo la rivoluzione nel mercato invernale, a una inaspettata salvezza. Tecnico esperto, in carriera ha una vittoria del campionato di B, con il Lecce, nel 2022.
IL MERCATO – Il ds Sean Sogliano, in carica da diversi anni e che recentemente ha prolungato il suo contratto fino al 2029, dopo la retrocessione dalla serie A, ha gioco forza rivoluzionato la rosa rispetto alla passata stagione, forte anche del paracadute (circa 25 milioni di euro) ottenuto dopo il ritorno in B. Tante le partenze tra le più significative quelle di Montipò, Valentini, Belghali, Bowie e Orban, compensate dall’arrivo di gente importante per la categoria. Per citarne alcuni: il portiere Leali dal Genoa, il ritorno dell’esperto difensore Dawidowicz, l’arrivo di Zappa dal Cagliari, Le Borgne dal Como, Lella e Compagnon dal Venezia, Iannoni e Mulattieri dal Sassuolo e Caleb Ekuban, svincolato dopo l’esperienza al Genoa. Mercato non ancora chiuso perché Suslov, Mosquera e Vermesan sono in uscita e potrebbero essere diretti all’estero, verso quei campionati, come Turchia e Romania, dove il calciomercato è ancora aperto.
ROSA LARGA, INIZIO DIFFICILE – Dopo il mercato la rosa a disposizione di Baroni è lunga, ha due giocatori per ruolo, in alcune zone del campo anche tre in lotta per una maglia, però ora il tecnico ha il compito di far girare all’unisono una squadra rinnovata e che non è partita col piede giusto. L’inizio di campionato non è stato dei migliori: sconfitta casalinga all’esordio contro l’Ascoli e pareggio nel derby contro il Padova (1-1) dell’ultima giornata, agguantato grazie al rigore di Sarr. Giovedì sera però è arrivata la qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Italia grazie alla vittoria in casa del Cagliari per 2-1 grazie a Mulattieri e Harroui. La partita del Sant’Elia ha rappresentato un grosso passo in avanti, nonostante il turnover e la presenza di diversi ragazzi in campo, a livello di gioco e prestazione. Nelle prime uscite in campionato l’Hellas non era stata troppo pulita nella manovra (Baroni ricerca tanto l’uscita dal basso con i centrali difensivi), peccando anche in fase realizzativa. Invece in terra sarda si sono intraviste le caratteristiche delle squadre guidate dal tecnico toscano: palleggio, linee organizzate, ricerca degli esterni e una buona dose di personalità. Durante la gara di Cagliari, Baroni ha dovuto pure fare i conti con la non perfetta forma di alcuni suoi uomini, apparsi un po’ in ritardo di condizione. Ovviamente il Verona, causa la retrocessione, ha avuto un’estate movimentata per arrivi e partenze, non facilitando il lavoro del tecnico, anche se la qualità della rosa a disposizione è di buonissimo livello per la categoria, specie nella trequarti offensiva con Livramento, Compagnon, Sarr e Harroui, in grado con una giocata di risolvere la partita.
CARATTERISTICHE DI SQUADRA – La retroguardia gialloblù dispone di centrali strutturati come Edmundsson, nazionale delle Far Oer, che sfiora i due metri, forte nel gioco aereo, ma non troppo reattivo, esperti come il polacco Dawidowicz, tornato a Verona dopo un’annata al Raków (Repubblica Ceca), giovani come il danese 2006 Slotsager, già 11 presenze in A, e il lussemburghese Korac, forte fisicamente e attento in marcatura. Sugli esterni Zappa, uno che ha Cagliari ha spesso e volentieri fatto il titolare in A, applicato, bravo quando spinge, e sul lato opposto il croato Bradaric, piede educato, temibile al cross. Oltre a loro Frese e i giovani De Battisti e Cham (Gambia). In porta l’esperienza di Nicola Leali, uno da oltre 370 partite tra A e B, con buon senso della posizione, discreti riflessi, lo scorso anno per metà campionato titolare nel Genoa. Linea abile nel gioco aereo, ma che a causa della propria fisicità soffre le giocate in velocità e i giocatori che si muovono tra le linee. In mezzo è atteso a una stagione importante il francese Le Borgne, ’06, che il Como ha mandato a farsi le ossa, ma che ha già dimostrato di essere ordinato e bravo a dettare i tempi. Bernede, ransalpino pure lui, è un altro punto di riferimento, molto abile a far ripartire la manovra. Cerniera centrale che conta sulla grinta e sul dinamismo di Iannoni, la duttilità e la corsa di Lella e la qualità e l’esperienza del cipriota Kastanos. Mediana ottima nel fare gioco, non perfetta in fase di non possesso. Infatti gli scaligeri, in questa prima parte di stagione, hanno sofferto l’aggressività e il dinamismo degli avversari.

DALLA CINTOLA IN SU – Tra le linee Livramento (Capoverde) è capace di creare superiorità numerica grazie alla sua velocità, poi c’è la tecnica di Harroui (marocchino olandese), Sarr (svedese) che Baroni sta provando a sinistra con buonissimi risultati e Compagnon, esterno mancino abile nello stretto e discreto alla conclusione. In avanti al momento tanto, se non tutto, del peso offensivo pesa su Mulattieri, reduce dal’esperienza a La Coruna, in un reparto dove Ekuban è in ritardo di condizione e alcuni giocatori sono ancora in uscita.
MODULO E FORMAZIONE – Per la gara con gli amaranto sono diversi i giocatori in dubbio: Slotsager, Bega, Dawidowicz, Frese e Serdar. Hellas con il 4231. In porta Leali, sugli esterni difensivi a destra Zappa e sul lato opposto Bradaric, centralmente Edmundsson e Korac. In mediana accanto a Le Borgne ci sarà Bernede, con Lella e Iannoni prime alternative. Terzetto di trequartisti dove sembrano sicuri del posto Harroui e Sarr e ballottaggio tra Livramento e Compagnon, ma attenzione anche a Kastanos. Terminale offensivo Mulattieri.
GIOCATORI TOP – I giocatori, tra i tanti di livello del Verona, da tenere maggiormente sott’occhio sono Antoine Bernede e Amine Sarr. Il primo è centrocampista francese di origine camerunense arrivato nel gennaio 2025 dal Losanna, che dopo un’estate dove pareva con la valigia in mano (il Sassuolo è stato per settimane sulle sue tracce), è rimasto in gialloblù. Classico giocatore che non ruba l’occhio, perché poco appariscente nel suo modo di giocare, ma è ordinato, dinamico e capace di dare ritmo alla manovra. Classe ’99, nato a Parigi, prima del suo approdo al Bentegodi aveva maturato importanti esperienze in Francia, Austria e Svizzera. Pedina tattica preziosa per Baroni che unisce qualità tecnica e senso della posizione. Non è un centrocampista da numeri offensivi elevati, però offre continuità di rendimento e buona capacità di collegare i reparti. Sarr è attaccante svedese, con origini senegalesi, classe ‘01, arrivato due anni fa a Verona dal Lione. Giocatore di buona struttura, rapido, esplosivo. Seconda punta che Baroni sta riadattando da esterno perché predilige giocare in verticale, attaccando gli spazi, mentre non ama giocare troppo spalle alla porta. In queste due giornate, un gol al Padova.
PRECEDENTE – Ultimo precedente datato 16 dicembre 2006, quando gli amaranto di Sarri si imposero 1-0 con gol Floro Flores.












