l'osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive

Dura presa di posizione del comitato che detiene l’1% delle quote sociali della Ss Arezzo: “La misura è colma, una mancanza di rispetto totale verso i tifosi”

Orgoglio Amaranto si trova costretto a denunciare l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi aretini, specchio di ciò che accade a tutte le latitudini del nostro calcio. Arrivati al pomeriggio di mercoledì, ancora nulla è dato sapere sulla vendita dei biglietti per la partita di Empoli, fissata alle ore 19 di venerdì 11 settembre, vale a dire tra poco più di 48 ore. Tutto questo, peraltro, senza che l’Osservatorio avesse inserito Empoli-Arezzo tra le partite considerate a rischio e/o rinviate al Casms, come da ultima determinazione dello scorso 2 settembre.

Ora, a quanto pare, si è in attesa di una nuova determinazione, a circa 48 ore dall’evento in questione, che dia indicazioni sulla modalità di vendita e sulle eventuali misure di sicurezza. Un’attesa ingiustificabile e un’inerzia colpevole da parte di coloro a cui compete, a maggior ragione se si considera che la prevendita per i settori ospiti chiude sempre alle ore 19 del giorno precedente la gara.

Inutile dire che non sapere, a due giorni da una trasferta per quanto vicina, se sia possibile o meno seguire la propria squadra arreca disagi non indifferenti a chi vorrebbe esserci. Organizzarsi con lavoro e famiglie, reperire mezzi, persino acquistare il biglietto stesso: tutto diventa più complicato. Già in passato abbiamo dovuto tollerare attese interminabili per la messa in vendita dei biglietti, o anche solo per scoprire poi che la trasferta era vietata, senza quasi dare neanche il tempo tecnico per un eventuale ricorso. Ne abbiamo viste di cotte e di crude solo negli ultimi anni: obbligo di viaggiare in pullman, vendita dei biglietti solo nei punti vendita fisici, obbligo di tessera del tifoso, numero limitato di biglietti acquistabili a fronte di settori ospiti molto più capienti. Ogni volta un mattoncino in più per disincentivare le presenze, allontanare le persone dallo stadio e avere minori problemi di gestione. Non ultima la recentissima gestione della partita del Comunale contro il Palermo, in cui abbiamo assistito con amarezza alla vendita di soli 500 biglietti per la tifoseria ospite a fronte di un settore appena portato a 1500 posti, senza precedenti di ordine pubblico o motivi di rivalità.

La misura è colma: i tifosi, di qualunque colore e città, meritano rispetto. Per un calcio più giusto e popolare, tra le tante cose, significa anche questo: permettere alle persone di andare in trasferta e di potersi organizzare per tempo”.