Lorenzo Casini ad Arezzo ha presentato il suo libro “Quel che resta del calcio” e messo in evidenza le priorità da affrontare: “Infrastrutture e diritti tv sono questioni prioritarie. Il sistema è pieno di anomalie, l’interesse è troppo forte verso la serie A e molto meno verso le altre categorie”

A chiudere la giornata di domenica, dedicata a “Vivere lo sport – Arezzo Abilia” è stata la presentazione del libro “Quel che resta del calcio: miti e speranze dello sport più amato dagli italiani”, un lavoro realizzato da Lorenzo Casini, giurista, rettore universitario e presidente della Lega serie A dal marzo 2022 al dicembre 2024. Prima di iniziare la presentazione, Donato Alfani e Alberto Melis hanno voluto fare gli onori di casa, ribadendo l’importanza di confronti come questi alla luce del periodo storico che sta attraversando il calcio italiano. Questo, infatti, è uno dei motivi che ha spinto l’avvocato Casini a realizzare questo progetto editoriale: “Ho sentito la necessità di dare vita a questo libro poiché non si è consapevoli di ciò che accade nelle istituzioni e all’interno della federazione, dove ci sono ancora oggi molti progetti incompiuti. Ho cercato nel mio piccolo di evidenziare problemi e proporre idee per migliorare la situazione. Ringrazio Eleonora Landini, della casa editrice Il Mulino, per aver creduto in questo progetto e per avermi aiutato in tutte le fasi di realizzazione dell’opera”.

Il libro evidenzia nuove problematiche e situazioni, accomunate dalla passione dei tifosi, elemento imprescindibile da cui ripartire: “Ciò che resta sempre del calcio è sicuramente la passione, nel bene e nel male. È un qualcosa che non si può controllare e che va al di là della razionalità. Personalmente, il mio umore cambiava molto a seconda del risultato della mia squadra. Questo ci rende ancora più responsabili: dobbiamo lavorare affinché la passione non svanisca mai. Il libro parla dei motivi per cui non si riesce a coltivarla come accadeva una volta”.

Successivamente, Casini ha condiviso la sua esperienza all’interno della Lega, sottolineando le persone con le quali ha instaurato i migliori rapporti: “Tante sono le riforme che abbiamo proposto. Quella più dirompente è stata ottenere maggior potere nel consiglio federale, anche grazie al contributo del governo. Matteo Marani fu uno dei pochi a collaborare per davvero, lo ringrazio di cuore ancora. A ogni modo, è un sistema pieno di anomalie, poiché l’interesse è troppo forte verso la serie A ma meno verso le altre leghe e categorie. I migliori rapporti li ho instaurati proprio coi proprietari. Joe Barone, malgrado non fosse il presidente della Fiorentina, era una persona competente che aveva cercato di esportare il modello americano in Italia. La sua scomparsa è stata una gravissima perdita da ogni punto di vista. Voglio nominare anche Claudio Lotito, anche se dall’esterno si ha una visione distorta della sua persona”.

Infrastrutture e diritti tv sono altri due problemi su cui c’è ancora tanto lavoro da fare: “I problemi sono tanti e numerosi. Abodi ha ritenuto la questione-stadi prioritaria. Uno dei problemi è che, a livello comunale, si rischia di intralciare gli interessi di altri soggetti. Questo è in parte dovuto ai rapporti non sempre idilliaci tra le parti, ma qualora si riuscisse a trovare un’economia attorno a tutto questo, vedrete quanti introiti si potrebbero ottenere. L’Italia dovrebbe capire che per tornare a un certo livello, occorrono misure a lungo termine e durature, non si può pensare di risolvere una situazione così complessa in un solo anno. Anche sui diritti tv bisogna lavorare molto, poiché la serie A è vista meno all’estero. Avendo perso appeal, ha creato conseguenze dure da questo punto di vista. Questo è dovuto anche a norme che non facilitavano il lavoro, ma oggi la serie A è libera di vendere come vuole”.

Infine, sulla dedica del libro e sulle speranze in vista del futuro, l’avvocato Casini ha risposto così: “Dedico il mio libro a tutti i professionisti, a partire dai presidenti del club con cui ho lavorato e collaborato e grazie ai quali ho potuto realizzare questo lavoro. Sarò felice se torneremo a vedere più italiani in campo nelle squadre di serie A e se riusciremo a partecipare a una fase finale di un Mondiale”.