Il dato più significativo della gara di Genova riguarda la distanza coperta dai giocatori scesi in campo: complessivamente 101.5 chilometri, ben undici in più rispetto alla media stagionale dopo i primi 6 turni di campionato. La sosta ha portato beneficio e già contro la Cremonese il trend era cambiato. A Marassi si è registrata anche maggiore qualità nelle conclusioni in porta, altro dettaglio che necessitava di maggior cura
La prima vittoria dell’Arezzo contro la formazione blucerchiata della Sampdoria in quel di Genova, al Ferraris di Marassi, è un evento che rimarrà impresso per sempre negli annali e a lungo nella memoria dei tifosi amaranto, sia dei 1472 che hanno seguito e sostenuto la squadra in Liguria sia dei tantissimi che hanno tifato incollati alla tv. Anche per questo, e mai come in questa occasione, analizzare la partita solo in base alle statistiche è un esercizio complicato e forse riduttivo. In ogni caso qualche spunto interessante per approfondire alcuni aspetti della prestazione amaranto e per alimentare il dibattito su pregi e difetti della squadra è possibile trovarlo.
I dati: più qualità nelle conclusioni in porta
Partiamo dalla fase offensiva. Il dato più significativo è quello dei tiri in porta: 6 dei 14 tiri totali scagliati verso la porta blucerchiata hanno inquadrato lo specchio. Questa statistica vedeva l’Arezzo all’ultimo posto, tra tutte le 20 squadre del campionato, con una media di appena 2.7 tiri in porta dopo le prime sei partite. Nelle analisi statistiche dei precedenti match avevamo sottolineato quanto la squadra difettasse in precisione nelle conclusioni a rete, perché una media di neanche 3 tiri in porta a partita difficilmente potrebbe garantire con continuità i 3 punti. Bene, a Genova la squadra ha raddoppiato il numero di conclusioni in porta e questo aspetto è fondamentale nel trovare la via della rete. Basti pensare a un tiro apparentemente innocuo come quello del vantaggio di Arena: grazie all’aiuto del campo bagnato e del deludentissimo e contestatissimo portiere danese Vindahl, il tiro si è tramutato in gol. Banalizzando: come prima cosa centrare lo specchio…
Inoltre, il miglioramento nelle conclusioni in porta non è stato solo quantitativo ma anche qualitativo: oltre alla perla balistica di Chierico che ha firmato da fuori area il gol della vittoria, va ricordato il palo pieno colpito da Sala dopo dribbling secco in area. Se anche il tiro di Tavernelli a fine primo tempo, dopo la ripartenza innescata da una fantastica veronica di Chierico al limite della nostra area, e la prima conclusione di Pattarello sul finire della partita, dopo fuga sulla destra innescata da Renzi, fossero stati più convinti e precisi forse non avremmo sofferto fino al settimo minuto di recupero. In ogni caso non va dimenticato anche il bellissimo sinistro all’incrocio di Pattarello arrivato pochi minuti dopo la prima occasione, che avrebbe chiuso definitivamente i giochi se non fosse stato (giustamente) annullato per fuorigioco.
Per quanto concerne il possesso palla (49%), la precisione dei passaggi totali (81%) e di quelli nel terzo offensivo (65%), nonché il numero di ingressi nel terzo offensivo (51), la prestazione amaranto è stata in linea con le medie raccolte nei 6 turni precedenti. La differenza in attacco, questa volta, l’ha fatta la qualità delle giocate.

Occasioni concesse e salvataggi provvidenziali
Veniamo adesso alla fase difensiva. Qui la squadra ha sfoderato una buona prestazione anche se non memorabile: gli amaranto hanno infatti concesso 5 tiri in porta e 4 grandi occasioni agli avversari, più o meno quanto avvenuto mediamente nelle prime sei partite di campionato (rispettivamente 4.7 e 3). Nelle altre due trasferte vittoriose di Avellino ed Empoli, ad esempio, avevamo concesso meno agli avversari, ma non va dimenticato che le tre occasioni più nitide per segnare della Samp sono arrivate nei minuti di recupero, con i blucerchiati tutti riversati in avanti alla ricerca disperata del pareggio: il colpo di testa fuori di pochissimo di Delli Carri su calcio d’angolo e il doppio intervento miracoloso di Cagnano, dapprima in scivolata sul tiro a botta sicura di Verschaeren dopo rinvio maldestro di Coppolaro e poi con il corpo sul colpo di testa di Tutino. Fondamentale in questo senso la voglia di lottare e di portare a casa il risultato mostrate dalla squadra, oltre ad una buona dose di fortuna che non guasta mai.
Quando le partite sono equilibrate, come lo sono state e lo saranno quasi tutte in questo campionato, la differenza la fanno gli episodi: quindi l’attenzione e la concentrazione in difesa devono rimanere massime fino al fischio finale. Coppolaro, per altro autore di un’altra buonissima partita, con quel rinvio maldestro stava per regalare il pari alla Samp: salvifico l’intervento di Cagnano, entrato a freddo per Righetti, e autore di una giocata difensiva decisiva. Per Nunziante, infine, solo 3 parate ma tutte di ordinaria amministrazione; anche in questo caso, il dato è stato in linea con la media stagionale registrata nelle 6 partite precedenti (2.5 parate a partita).

I “maratoneti” amaranto
Ultima annotazione interessante quella sulla distanza coperta dai giocatori scesi in campo: gli amaranto a Genova hanno percorso complessivamente 101.5 chilometri, ben undici chilometri in più rispetto alla media stagionale dopo i primi 6 turni di campionato (90.3 km a partita). E questo è avvenuto dopo la partita con la Cremonese nella quale era stato registrato il record stagionale di 104.7 chilometri. Per molti questo dato potrebbe dire poco o nulla, ma forse è il sintomo di quanto la squadra adesso stia meglio fisicamente e corra di più. A Genova da rimarcare in questo senso la partita di Sala, Tavernelli e Renzi, tutti oltre i 10 chilometri percorsi (rispettivamente 11.9, 10.4, 10.0). Per Sala la migliore prestazione personale stagionale e la quarta in assoluto, dietro solo a Leone del Pisa (due volte) e Thorsby della Cremonese, gli unici giocatori capaci finora di percorrere oltre 12 chilometri in una partita. Nessuna sorpresa per noi, visto che si tratta dei 3 “motorini” della squadra amaranto assieme a Ionita.
Quello che ha colpito ancora una volta è stata la qualità messa in campo, abbinata alla corsa, soprattutto da parte di Sala e Tavernelli: aspetto questo che li rende giocatori pressoché insostituibili per Bucchi. Se per il primo nelle scorse settimane anche lo stesso mister si era pubblicamente esposto, pronosticandogli un futuro in serie A (speriamo con la maglia amaranto), per il secondo è giusto spendere due parole. Pochi giorni dopo aver ripreso ad allenarsi con il gruppo (dopo la pubalgia), il mister non ha esitato a schierare Tavernelli per mezz’ora nell’assalto finale contro la Cremonese e a lasciarlo sul rettangolo verde per 90 minuti contro la Samp: anche se ancora lontano dalla condizione ottimale e meno brillante rispetto ai giorni migliori, agonisticamente e tatticamente è troppo prezioso per potervi rinunciare. Come ha già avuto modo di dire Avato nelle sue pagelle, quasi commovente è stato il suo finale di partita a Genova sotto il settore ospiti.
Non rimane dunque che guardare con fiducia alle prossime gare, a partire dallo scontro di sabato contro l’altra neopromossa Benevento di mister Floro Flores, nella speranza di ottenere finalmente i tre punti anche tra le mura amiche. Squadra e tifoseria se lo meritano!












