In 1.500 a Genova per sostenere gli amaranto in una partita ricca di fascino e molto importante per la classifica. Attesi 25mila spettatori nonostante le previsioni meteo mettano pioggia su Genova. Corradi: “Settimana non semplice per noi, dobbiamo dimostrare di aver capito la lezione”. Il moldavo in forse tra gli amaranto, all’occorrenza pronto Mawuli, ballottaggio Arena-Pattarello a destra. Calcio d’inizio alle 19.30
La pioggia battente è l’ultimo imprevisto di una partita che si preannuncia tiratissima, sul filo dell’equilibrio, con il fattore psicologico che potrebbe spostare la bilancia da una parte o dall’altra. Sampdoria-Arezzo mette di fronte la big caduta in disgrazia e la cenerentola ambiziosa che cavalca l’onda dell’entusiasmo, il tutto di fronte a 25mila spettatori in uno stadio affascinante come pochi altri in Italia.
“È stata una settimana non semplice sul piano della gestione delle emozioni, abbiamo anche avuto confronti molto duri e franchi – ha detto Bernardo Corradi, tecnico blucerchiato, qualche ora fa. Penso che alla fine il lavoro sia stato positivo: siamo tutti coscienti che dobbiamo dimostrare in campo di aver capito la lezione. Chi viene a Marassi dà sempre qualcosa in più. Dovremo essere bravi a far girare questa voglia degli avversari verso di noi, sapendo di essere in debito verso chi si abbona o chi fa mille chilometri per venirci a vedere”.
La Samp è reduce dalla batosta di Avellino, in classifica ha solo 4 punti dopo 6 giornate ed è anche dietro l’Arezzo che ne ha 7. Non ha mai chiuso con la porta inviolata, ha beccato 13 gol (come l’Arezzo), ha tanti buoni calciatori ma non è mai sembrata una squadra. La tifoseria, indispettita da una serie di stagioni opache, non perdona più nulla né alla squadra né alla proprietà, con il singaporiano Tey nel mirino da settimane. Insomma, l’aria è elettrica a Genova e senza vittoria, domani sera Corradi potrebbe rimetterci il posto. 433 il sistema più probabile per la Samp, con il furetto Insigne in dubbio per affaticamento. “Dobbiamo gestirlo” ha detto Corradi e la presenza/assenza dell’ex napoletano sposterebbe molto in campo, data la qualità sopra la media del giocatore che ha segnato metà dei gol complessivi della squadra.
Da quest’altra parte c’è maggiore serenità, corroborata da un entusiasmo che si raccoglie da ogni dove. Saranno poco meno di 1.500 i tifosi aretini che seguiranno la squadra al Ferraris, con la speranza di godersi una serata memorabile di suo e che potrebbe diventare epica in caso di risultato positivo. Erano anni che non si registrava una trasferta così partecipata, segno inconfondibile del clima positivo che si è ricreato intorno all’Arezzo.
Tecnicamente parlando, Bucchi ha il grosso dubbio legato a Ionita, sofferente per il mal di schiena. Il moldavo, elemento quasi imprescindibile, è in forse: se non dovesse farcela, spazio a Mawuli. Per il resto, si va verso la conferma in blocco del pacchetto arretrato, con Nunziante in porta, Renzi e Righetti esterni, Gilli e Coppolaro centrali. In mediana spazio a Chierico e Sala, in avanti rientra Tavernelli dall’inizio con due ballottaggi aperti.
A destra se la giocano Arena, che alla Samp a Genova ha già segnato un gran gol con la maglia del Pisa, e Pattarello, ancora in cerca della forma migliore. Per il ruolo di centravanti, facendo affidamento sulle parole di Bucchi in conferenza stampa, Mancuso è quello che ha le maggiori chances di fare il titolare, con Cerri e Cianci destinati alla panchina. Per l’ex Mantova, sarebbe la prima da titolare.
Calcio d’inizio fissato per le ore 19.30, con la speranza che il meteo regga e non peggiori. L’Arezzo affronta la Samp a Genova per la seconda volta nella storia e, di fronte a un avversario in difficoltà ma qualitativamente più forte, ha qualche arma da sfruttare: l’organizzazione di gioco, la fiducia, alcune soluzioni tecniche incisive, la grande motivazione nell’andare a ottenere un risultato positivo in un contesto inedito. Solo pochi mesi fa gli amaranto erano di scena a Sestri Levante mentre adesso, 50 chilometri più in là, è cambiato il mondo.












