Quello di Guidonia è un pareggio da accogliere con soddisfazione e sollievo, al termine di una prestazione poco brillante in fase offensiva ma molto solida in difesa. In classifica il Ravenna resta a -7 e l’Ascoli è ancora a -10, suggello a una trasferta in cui è stato ribadito che se non si può vincere, è bene non perdere. La meta adesso è più vicina

DISTACCHI IMMUTATI – Quello di Guidonia è un pareggio da incartare e riporre nel cassetto con un sospiro di sollievo, perché rientra nel ristretto gruppo di partite in cui l’Arezzo è andato più vicino a perderle che a vincerle. Non capita spesso in questa fase della stagione e quindi il punto assume un peso specifico non banale, anche perché il Ravenna resta a -7 e l’Ascoli, che ha battuto il Livorno, è ancora a -10. Come suol dirsi, carta canta.

PUNTO D’ORO – La prestazione è stata battagliera ma poco ispirata, soprattutto dalla metà campo in su. L’Arezzo ha faticato a dare continuità alla manovra, è stato farraginoso, prevedibile, sterile negli ultimi trenta metri. Merito anche del Guidonia, squadra organizzata, aggressiva, capace di sporcare ritmo e idee con una pressione costante e un’appiccicosità che ha tolto respiro agli amaranto. In partite del genere, sul sintetico e contro avversari di questo tipo, basta poco per scivolare, tipo un rigore a fine primo tempo. Alla fine il pari va benissimo.

PORTA INVIOLATA – Il dato più confortante arriva dalla fase difensiva, considerando il reparto in emergenza e adattato strada facendo. Venturi è stato il simbolo della serata: secondo rigore parato consecutivo, 420 minuti di imbattibilità e la certezza che quell’intervento su Bernardotto abbia evitato guai peggiori. La difesa resta la seconda del girone (16 gol incassati contro i 14 dell’Ascoli), l’attacco è il più prolifico nonostante il secondo 0-0 stagionale. Dato statistico: il Guidonia è per ora l’unica squadra a non aver preso gol dagli amaranto. Con il Perugia c’è ancora il match di ritorno per centrare l’obiettivo.

AVANTI COSI’ – In conclusione, lo 0-0 racconta una gara complicata ma anche la capacità di soffrire, restare in piedi quando non è serata e portare a casa il risultato. Un ostacolo è alle spalle, la meta è un po’ più vicina. In questo momento della stagione, va benissimo così.