Era il 31 ottobre 1982 e l’Arezzo vinse in Molise 2-0. Quel giorno si sbloccò il 21enne attaccante arrivato in amaranto per sostituire l’idolo della tifoseria, il bomber che aveva trascinato la squadra in B e la cui cessione resta uno dei grandi rimpianti della storia

Era il 31 ottobre 1982 e l’Arezzo, per la prima volta, espugnò Campobasso. Fu la domenica in cui si sbloccò il centravanti Pasquale Traini, all’epoca 21enne, autore di una doppietta destinata a restare l’unica del suo biennio in amaranto. Centravanti di struttura, buona tecnica, fino a quel giorno era rimasto all’asciutto, senza segnare mai nonostante l’ottimo avvio della squadra, neopromossa in B. La prima parte di campionato fece registrare l’esordio vittorioso a Palermo, l’1-0 alla capolista Atalanta, il colpaccio a Varese, il successo interno con la Samb.

Eppure Traini, nonostante Angelillo lo facesse giocare praticamente sempre, non riusciva a buttarla dentro. E qui bisogna tornare all’antefatto, risalente a qualche mese prima. Con la piazza entusiasta per il salto di categoria, il presidente Terziani confermò gran parte dell’organico che aveva vinto la serie C con un’unica, dolorosa eccezione: Tullio Gritti. Il bomber delle due precedenti stagioni, autore di 25 gol totali, il re dei colpi di testa, fu ceduto al Brescia, alimentando un rimpianto la cui eco arriva fino ai giorni nostri. L’offerta economica era di quelle irrinunciabili ma in campo l’assenza del bomber si fece sentire. E molti pensano che se Gritti fosse rimasto, chissà… Uno scenario che poi si è riproposto, più o meno analogo negli sviluppi e nello stato d’animo dei tifosi, nel 2004 con Serafini, dopo la promozione in B firmata Somma.

Forse Traini pagò anche il fatto di essere arrivato dal Rimini a sostituire un idolo per la piazza, con tutte le conseguenze del caso. Comunque, tornando a quella trasferta di Campobasso, Traini segnò due gol da uomo d’area, firmando un 2-0 che portò l’Arezzo al primo posto della classifica a pari merito con Milan e Lazio, che poi volarono in A. Gli amaranto invece piano piano calarono di rendimento, anche se ottennero una più che tranquilla salvezza.

Per l’attaccante abruzzese le due stagioni ad Arezzo si chiusero con 15 gol complessivi. Tra questi, due sono rimasti storici: quello del 2-2 al Milan nel febbraio 1983 e quello dell’1-1 al Perugia del gennaio 1984, segnato all’ultimo secondo davanti alla Nord. Nonostante tutto, una bella storia, sbocciata nella lunga trasferta in Molise.