Inaugurato nel 1985, oggi ha una capienza di 13.683 posti a sedere, tutti coperti e divisi in quattro settori omogenei su due anelli. Nel 2011 sono stati installati 4.546 pannelli fotovoltaici che rendono la struttura indipendente dal punto di vista energetico. Nel retro della curva di casa, intitolata a Massimo Bruni detto “Cioffi”, giganteggia la storica scritta “Il tempio del tifo”. L’impianto ha sostituito il vecchio “Fratelli Ballarin”, dove nel 1981 morirono due giovani tifose a causa di un incendio in gradinata sud
Affascinante e pericolosa trasferta dell’Arezzo nello stadio della Sambenedettese, anche questa volta senza i proprio sostenitori al seguito per quello che si spera essere l’ultimo divieto della stagione. Il Riviera delle Palme è stato inaugurato nel 1985, periodo che ha visto sorgere impianti simili come quello di Campobasso, in cui gli amaranto hanno giocato poco tempo fa. Nello stesso anno lo stadio, fresco di costruzione, venne utilizzato come location del film Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone che vede come protagonisti i giocatori Margheritoni (Andrea Roncato) e Gigi Cesarini (Gigi Sammarchi).
Nel retro della curva di casa giganteggia la storica scritta “Il tempio del tifo”, uno slogan da sempre usato dai tifosi rossoblù per identificare la loro passione e vicinanza alla squadra. In effetti la Sambenedettese ha sempre avuto un pubblico molto caldo e gli ultras di casa si sono radunati per anni nel gruppo Onda d’urto (dal 1977 al 2006) con il loro inconfondibile e iconico striscione, universalmente riconosciuto grazie al teschio alato al centro.
Precedentemente la Samba giocava al vecchio “Fratelli Ballarin”, con una capienza di circa 13.000 spettatori, che sorgeva a ridosso del porto, in una zona altamente industrializzata e densamente abitata, spesso teatro di scontri fra tifosi locali e ospiti, priva di vie di fuga e sprovvista di parcheggi. Il disastro che però scosse l’opinione pubblica e l’amministrazione comunale accadde il 7 giugno 1981. Poco prima del calcio d’inizio di Sambenedettese-Matera, si sviluppò un incendio nella gradinata sud: Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri, di 23 e 21 anni, morirono per le gravi ustioni riportate nel rogo e ci furono 168 feriti. A tutt’oggi è la più grave tragedia accaduta all’interno di uno stadio italiano, che convinse il Comune a progettare e costruire il nuovo impianto.
La curva di casa è stata intitolata a Massimo Bruni, conosciuto come “Cioffi” (Curva Nord Massimo Cioffi), a seguito della sfortunata caduta dalla ringhiera del secondo anello della della Curva Nord durante Sambenedettese-L’Aquila del 4 maggio 2003. Dopo una lunga agonia, Bruni morì all’età di 48 anni il 22 novembre 2004.
Nell’estate del 2010, con la Sambenedettese fresca vincitrice del campionato di Eccellenza, viene presentato in Comune un progetto di copertura integrale dello stadio e la realizzazione di un impianto di pannelli fotovoltaici con potenza fino a 1,2 megawatt. Un intervento costato 5 milioni di euro e concluso nell’autunno 2011. L’impianto fotovoltaico è posizionato al di sopra della copertura delle tribune e comprende 4.546 pannelli che rendono la struttura completamente indipendente dal punto di vista energetico. È il secondo stadio italiano dopo il Bentegodi di Verona a vantare questa caratteristica.
A oggi la capienza è ufficialmente di 13.683 posti a sedere (nel 1985 era di 22.000 spettatori), tutti coperti e divisi in quattro settori omogenei su due anelli. Nell’agosto 2020 sono partiti i lavori per il rifacimento e la sostituzione del manto erboso naturale del Riviera delle Palme, mai fatto prima, con un manto di ultima generazione PowerGrass – naturale rinforzato col sintetico.












