L’Arezzo in Lega Pro aveva il quinto monte ingaggi complessivo con poco più di 8 milioni di euro, una soglia che nel torneo cadetto è quella minima per coltivare ambizioni. Eppure ci sono club che con una spesa simile o di poco superiore hanno centrato obiettivi importanti: dal Padova al Catanzaro al Frosinone. Qualche dato per capire cosa ci aspetta l’anno prossimo
Quanto bisogna spendere, o investire, per tenere botta in serie B, mantenere la categoria e mettere le basi per un futuro ambizioso? I numeri di questa stagione sono chiari, anche se poi nel calcio il dato economico non è il solo che garantisce i successi sportivi. Anzi, come dimostrano gli esempi che seguono, la lungimiranza tecnica è presupposto fondamentale. E l’Arezzo, grazie al lavoro del ds Nello Cutolo, ha saputo mettere in rosa profili affidabili anche per il domani.
L’Arezzo quest’anno aveva il secondo monte ingaggi del girone B, il quinto di tutta la terza serie italiana. All’interno erano comprese le voci di spesa riguardanti emolumenti, premi e diritti d’immagine. La società amaranto, secondo i dati della Lega Pro, spendeva per i suoi tesserati 8.111.057 euro. Nel girone B soltanto la Ternana aveva uscite più cospicue: 8.695.511 euro. Al top della serie C c’erano invece i tre club più seguiti del girone meridionale, vale a dire Catania (14.210.854 euro), Benevento (10.867.445 euro) e Salernitana (10.692.159 euro). Curioso che il destino di queste squadre sia stato diametralmente opposto: l’Arezzo e il Benevento sono salite in serie B, il Catania e la Salernitana giocano stasera i quarti dei playoff, la Ternana è sull’orlo del precipizio. Poi c’è il Vicenza, che aveva l’ottavo budget della Lega Pro con 6.544.353 euro ed è salito di categoria. Malissimo il Trapani con 6.825.799 euro e la Triestina con 5.183.516 euro, retrocesse entrambe.

Dai numeri e dal confronto con il passato si evince quanto l’Arezzo abbia alzato l’asticella negli ultimi anni, al fine di raggiungere la promozione in serie B, obiettivo poi raggiunto. A dicembre 2023 il monte ingaggi del club amaranto era di 988.211 euro, cui aggiungere 214.940 euro di premi, da corrispondere ai calciatori al raggiungimento di particolari obiettivi personali. L’Arezzo si trovava al 14° posto nella speciale classifica del girone B. In testa, con un monte ingaggi di 7 milioni e 73mila euro, c’era la Spal. Seguivano poi il Cesena (4 milioni e 946mila euro), la Virtus Entella (4 milioni e 783mila euro), il Perugia (3 milioni e 403mila euro) e il Pescara (2 milioni e 863mila euro).
Un anno e mezzo fa invece (dicembre 2024) l’Arezzo era il quattordicesimo club della serie C per monte ingaggi complessivo: il totale lordo degli emolumenti per quella stagione era di 3 milioni e 983.035 euro, con un incremento di 2 milioni e 779.884 euro rispetto all’anno precedente. Il club amaranto era 6° su 19 (dal computo restavano e restano fuori le under 23, i cui costi sono inclusi nei bilanci delle rispettive prime squadre). Davanti aveva Spal (6 milioni e 546.716 euro), Ternana (6 milioni e 363.675 euro), Virtus Entella (5 milioni e 938.399 euro), Pescara (4 milioni e 350.978 euro) e Ascoli (4 milioni e 215.271 euro).

Quest’anno il totale delle spese per le voci sopracitate era cresciuto di 4.128.022 euro e l’anno prossimo il trend sarà presumibilmente confermato, perché in B la soglia degli 8 milioni è quella minima per ben figurare. Nello scorso torneo solo 4 club ne sono rimasti al di sotto: il Pescara (retrocesso), il SudTirol (ai playout con il Bari), la Virtus Entella (salva all’ultima giornata) e il Padova, che invece ha chiuso con un ottimo decimo posto da neopromossa. Inavvicinabili i budget dei club di testa: oltre 32 milioni per il Monza (finalista playoff), più di 30 milioni per il Palermo (semifinale playoff), oltre 28 milioni per il Venezia che è tornato in A.
Esempi virtuosi quelli di Frosinone e Catanzaro: a fronte di una spesa per calciatori e staff tecnico di 10.560.000 euro e 11.920.000 euro hanno centrato rispettivamente la promozione in serie A e la semifinale playoff, con i calabresi che stasera a Palermo potrebbero staccare il pass per la finalissima e togliersi lo sfizio di andare a sfidare il Monza. Due modelli da seguire, per capacità di scelta dei giocatori, valorizzazione dei giovani e contenimento dei costi, per un Arezzo che arriva alla B con grande entusiasmo e fiducia.












