Carlo Salvicchi ha visitato il compound di Lusaka sotto la guida di Diego Cassinelli, che da anni vive nel ghetto di Bauleni e che ha scelto di dedicare la propria vita ai ragazzi del quartiere fondando un centro educativo che offre sostegno scolastico, attività creative e spazi sicuri

C’è un filo amaranto che, da Arezzo, è arrivato fino al cuore dell’Africa. Un filo sottile ma resistente, fatto di passione, appartenenza e solidarietà. A portarlo fin laggiù è stato Carlo Salvicchi, tifoso amaranto che nei giorni scorsi ha visitato il compound di Lusaka, in Zambia.

A guidarlo in quella realtà Diego Cassinelli, una persona speciale che da anni vive nel ghetto di Bauleni e che ha scelto di dedicare la propria vita ai bambini del quartiere. Diego ha fondato un centro educativo che offre sostegno scolastico, attività creative, spazi sicuri e opportunità di crescita a centinaia di ragazzi che vivono in condizioni di forte vulnerabilità. Un punto di riferimento quotidiano, costruito con pazienza, sacrificio e un impegno umano straordinario. In mezzo a baracche, strade sterrate e rigagnoli che scorrono tra le case, Diego e la comunità locale sono riusciti a creare anche un campo da calcio ricavato da una discarica bonificata: un rettangolo di terra strappato al degrado, trasformato in un luogo di aggregazione e speranza.

È qui che sono arrivate le maglie e i completini amaranto donati dalla Ss Arezzo, grazie all’iniziativa spontanea di Carlo Salvicchi. Un gesto semplice, nato quasi per caso, ma capace di generare un impatto enorme: “Quando hanno indossato le maglie dell’Arezzo – racconta Carlo – è stato commovente. Bambini dai cinque ai diciassette anni, che giocano in luoghi difficili. Eppure, con quei colori addosso, sembravano felici come non mai. Una scena che ti rimane dentro”.

Le immagini raccontano più di qualsiasi parola: sorrisi, corse, abbracci, piccoli calciatori che si sentono parte di qualcosa di grande. Per loro quelle maglie non sono solo un completo sportivo: sono un simbolo. Un segno di attenzione, di vicinanza, di dignità. Carlo è partito per lo Zambia la sera dopo la sfida con l’Ascoli, quando la promozione in serie B non era ancora realtà: “Ho mostrato i video a tutti – dice – erano bellissimi. Non dimenticherò mai quei momenti”.

La comunità del compound, guidata da Diego Cassinelli, ha espresso il desiderio di proseguire questo rapporto. A Milano è già attiva un’associazione che funge da punto di raccolta per il materiale destinato allo Zambia: un canale semplice e sicuro per continuare a sostenere i ragazzi del centro.

La Ss Arezzo ha ringraziato Carlo Salvicchi per la sensibilità e l’impegno dimostrati, rivolgendo un pensiero speciale a Diego Cassinelli per il lavoro quotidiano che porta avanti in una delle realtà più complesse del continente africano. Un abbraccio ideale è stato inviato a tutti i bambini che, a migliaia di chilometri di distanza, hanno corso e sorriso indossando i colori amaranto. Perché il calcio è anche questo: unire mondi lontani, accendere speranze, costruire ponti.