L’ex tecnico della “battaglia totale” e il neo sindaco di Arezzo protagonisti del talk allo stadio: leadership, impresa e il valore di fare squadra
Massimo Pavanel e Marcello Comanducci protagonisti della prima serata di dibattito alla festa di Orgoglio Amaranto, nell’ambito dei festeggiamenti per il ventennale di Amaranto Magazine. L’ex allenatore della battaglia totale e il neo sindaco sono stati protagonisti di un confronto che, prendendo spunto dalle rispettive esperienze, ha affrontato temi trasversali che vanno oltre il rettangolo di gioco o le stanze del Comune.
Pavanel, il tecnico che ha lasciato un segno profondo con la memorabile salvezza del 2018, conquistata nonostante le penalizzazioni e le difficoltà societarie, e Comanducci, da poche settimane primo cittadino di Arezzo ma anche allenatore di pallavolo fresco di promozione con la Savinese, hanno dato vita a una conversazione ricca di spunti, alternando ricordi, aneddoti e riflessioni. Al centro del colloquio il valore della leadership, la gestione delle pressioni, l’importanza di costruire un gruppo coeso e il ruolo che lo sport può svolgere come motore di crescita per una comunità.
Non sono mancati i riferimenti al legame tra società sportive, imprenditoria e istituzioni, né una riflessione sull’opportunità rappresentata dal ritorno dell’Arezzo in serie B: non soltanto un risultato sportivo, ma un’occasione per rafforzare l’immagine della città, attrarre persone e investimenti e alimentare quel senso di appartenenza che, spesso, è il primo vero patrimonio di un territorio nonché un valore che Orgoglio Amaranto pone al centro della sua attività.
Pavanel ha ricordato con piacere e un pizzico di commozione l’appellativo di “generale” che lo accompagna ormai da quasi dieci anni e che gli resta appiccicato sul petto come una mostrina, mentre Comanducci ha sottolineato l’importanza della trasparenza e della sincerità nella gestione dello spogliatoio e delle cose di politica: “Se i tuoi giocatori non ti ritengono credibile, sei finito. E se diffidano di te gli elettori, è ancora peggio”. Poi un cenno all’incontro con Guglielmo Manzo di giovedì mattina: “Siamo rimasti insieme un’oretta, per quanto mi riguarda ho avuto un’ottima impressione di lui e del progetto stadio, che già conoscevo e che il Comune farà di tutto per agevolare”. Il sipario è calato quando Pavanel ha chiesto ai presenti di intonare il coro “Vai Cavallino”, diventato da settimane il leit motiv ufficiale della promozione in B.












