Cronaca di un insolito pomeriggio calcistico, con una partitella nel parco Vilafant e le notizie dell’amichevole di Dimaro con il Napoli che rimbalzano dagli smartphone. Gli amaranto hanno conquistato qualche sostenitore in più: potenza del calcio, il Palazzo della Figc ne tenga conto

A un certo punto, o meglio, a un certo orario del pomeriggio in Val Seriana, mi sono trovato di fronte all’atavico bivio: due partite da vedere in diretta. Quale scegliere? Per un breve momento ho ceduto allo zapping, ma poi ha vinto la bella realtà di venti ragazzi che corrono dietro a un pallone. Ho messo via il cellulare in cui stavo guardando dei frammenti di Napoli-Arezzo e mi sono dedicato alla sfida del parco Vilafant di Rovetta di cui ero privilegiato spettatore oculare.

Qui a due passi dall’impianto in cui si allena l’Arezzo, un gruppo di ragazzi, con una indomita presenza femminile, in un campetto polveroso di montagna, si è affrontato come mi capitava di fare ogni singolo giorno di vacanza nella mia adolescenza.

Una scena quindi già vista e vissuta mille volte: ci si ritrova al parco, c’è chi va e chi viene, due palloni (viene scelto il più bello), due squadre fatte sul momento con numeri variabili, maglie di Milan, Inter, Real Madrid, rilanci oltre la metà campo, infinite discussioni su un rigore (e su dove va battuto), il solito fenomeno che per trenta volte scarta tutti e va in gol.

Se la vista gode di tale spettacolo, il cuore amaranto è altrettanto pronto però a battere un colpo e mi capita quindi di dare una sbirciatina al cellulare, trovandomi di fronte al rigore del Napoli sbagliato da Politano che poi ribadisce in rete. A questo punto succede il “fatto”. La mia forte esclamazione ferma di colpo la partitella e tutti corrono accerchiandomi per avere notizie da Dimaro. Scopro allora con mia sorpresa che la notizia dello svantaggio partenopeo già circolava negli ambienti calcistici del parco e che i ragazzi del paese conoscono il nome della maggioranza dei giocatori dell’Arezzo. Do quindi appuntamento al giorno dopo, per l’allenamento pomeridiano degli amaranto e consegno come incentivo una bandiera della Curva Sud.

A questo punto mi permetto di mandare due appelli e il primo non può essere che al presidentissimo Guglielmo Manzo affinché offra la merenda a questi nostri nuovi tifosi.

L’altro è per i padroni del pallone o coloro che si considerano tali. Voi (Figc & Co.) che di fatto avete la responsabilità di gestire il gioco più bello del mondo. Trovate le soluzioni giuste e dateci una Nazionale decente. Senza inventarvi scuse e parlare a vanvera. Si può fare. Fatelo.

L’Italia è una Repubblica fondata sul pallone. In un parco pubblico, su 20 ragazzi, 19 giocano a calcio. Dategli un Mondiale.