Alla partita con mia figlia. Il muro della Minghelli, Inzaghi e Perin, Sala e Iaccarino, il doppio vantaggio del Palermo e la grande rimonta. Poi la beffa firmata Augello. Il campo certifica una sconfitta ma la squadra se la può giocare con tutti. E adesso Verona. Bentornata serie B!
Una domenica intensa vissuta da tifoso a 360 gradi. Dopo tanti anni a prendere appunti, studiare l’avversario, preparare il pre partita, arrivi allo stadio con un solo obiettivo, tifare la tua squadra. Parcheggio zona Santa Maria con mia figlia Matilde. Tratto collinare in rigorosa maglia amaranto, la mia un po’ datata ma con un significato ben preciso. La coda al prefiltraggio. Il saluto con qualche conoscente. Passa Menchino e l’abbraccio è d’obbligo. La fila va abbastanza bene e l’afa è sopportabile. Poi il tornello con l’abbonamento digitale, entri dentro lo stadio e subito respiri l’atmosfera delle grandi occasioni. Fila al bar per combattere il caldo che inizia a essere incalzante. Il muro della Minghelli è impressionante. Clima da serie A. Anche la curva ospite, nonostante le ristrettezze, presenta un bel colpo d’occhio. L’ingresso in campo delle due squadre aumenta di colpo l’adrenalina.
Il Palermo è una corazzata, lo sappiamo, ma la sfida esalta una squadra reduce da una vittoria pesante in quel di Avellino. Pippo Inzaghi monopolizza i flash dei fotografi. Nel Palermo esordio di Perin che la settimana scorsa ha chiuso la sua bella storia con la Juve. Arbitra Marinelli, fischietto di prima fascia. Pronti via. Gli ospiti prendono campo, Augello affonda, ma chi crea problemi è il norvegese Johnsen. Ed è proprio il vikingo a sbloccare la partita. Ma l’Arezzo è in partita. Tavernelli gioca da veterano alla pari del portierino Nunziante: fisicità, tecnica ed entusiasmo. In mezzo Sala e Iaccarino sono due leoni. Uno spettacolo, il pubblico apprezza nonostante il doppio vantaggio dei rosanero. Ranocchia ipnotizza lo stadio con una prodezza che un tempo veniva definita eurogol.
Ma il carattere e lo spirito degli amaranto non hanno pari. Il cross del tifernate Tavernelli ha il contagiri, lo stacco di Cianci brucia la linea difensiva. Perin è battuto, la partita si riapre. L’Arezzo c’è, ci crede e Tavernelli firma il 2-2 con un destro a giro che beffa Perin. Lo stadio esplode, il Palermo sembra alle corde. Inzaghi cambia le carte e i siciliani riprendono pigolo. Anche Bucchi cambia ma gli innesti non sortiscono effetti benefici. Anzi l’Arezzo perde un tempo di gioco per sfruttare uno spazio pericoloso. Righetti, grande partita, gol sfiorato, Nunziante si esalta ma alla fine il corridoio letale lo indovina Augello, prova top. Il Palermo vola imprendibile. L’unghiata in zona Cesarini. Vince Inzaghi, l’Arezzo merita l’onore delle armi. Perdere così fa male ma regala la consapevolezza che te la puoi giocare. Esco dallo stadio deluso dal risultato ma sicuro che questa squadra ha un’anima. E ora al Bentrgodi. Ben tornata serie B!












