Nella domenica della Giostra, gli amaranto tornano a Verona a distanza di vent’anni dall’ultima volta. Bucchi conferma il 433, Mancuso e Olivieri pronti a subentrare dalla panchina. I trequartisti di Baroni tra le linee, Tavernelli e Arena alle spalle dei terzini gialloblu: il risultato dipenderà dai duelli individuali. Previsti 15mila spettatori al Bentegodi, calcio d’inizio alle ore 17.15, un quarto d’ora dopo l’ultimo colpo di mortaio che annuncerà l’ingresso in piazza Grande dei figuranti del Saracino

Nella domenica della Giostra, l’Arezzo torna a Verona a distanza di vent’anni dall’ultima volta. Dopo il Palermo, c’è subito un’altra big sulla strada degli amaranto, per un avvio di campionato irto di difficoltà. Anche i veneti puntano alla promozione diretta in serie A, forti del paracadute da 25 milioni ottenuto dopo la retrocessone della scorsa primavera, e di un organico di prima fascia, con tante alternative di qualità.

Eppure l’Arezzo si presenta al Bentegodi con un buon morale e la giusta dose di fiducia. Le positive prestazioni dei turni inaugurali del torneo sono una benzina potente e alla terza giornata si può ancora giocare con la testa sgombra dai cattivi pensieri. Il pronostico è tutto gialloblu ma la squadra di Bucchi ha dalla sua un’identità consolidata, lo stato di forma invidiabile di diversi elementi e l’obiettivo stimolante di fare risultato in un palcoscenico prestigioso.

LE ARMI AMARANTO – “Coraggio e iniziativa, senza snaturarci” ha chiesto l’allenatore alla vigilia. Proprio questa è stata la ricetta che ha consentito agli amaranto di sbancare Avellino e di giocare alla pari contro il Palermo, in due gare decise solo in zona Cesarini: la pima a favore dell’Arezzo e la seconda a favore degli avversari. 

Tavernelli è l’unico con qualche dubbio sulla sua presenza in campo: soffre di un’infiammazione tendinea e durante la settimana ha lavorato a parte. Ma lui, per dirla alla Bucchi, è un guerriero e quindi ci sarà, sulle ali di una prova extralarge come quella di domenica scorsa. Per il resto, tutto confermato nel 433: Nunziante tra i pali, Renzi e Righetti terzini, Gilli e Illanes coppia centrale, Iaccarino in regia, Ionita e Sala intermedi, Cianci centravanti, Tavernelli e Arena esterni del tridente. Prima convocazione per i nuovi acquisti Mancuso e Olivieri: andranno in panchina pronti a subentrare in caso di bisogno.

LA QUALITA GIALLOBLU – Sull’altro fronte c’è un Hellas rinfrancato dalla qualificazione di Coppa Italia ottenuta giovedì a Cagliari (2-1, a segno Mulattieri e Harroui) e che in campionato è ancora a secco di vittorie: 1-2 all’esordio contro l’Ascoli, poi pareggio 1-1 a Padova. Baroni, ex tecnico di Torino e Lazio, promosso in A con il Lecce nel 2022, ha una squadra di talenti ben assortiti. Domani andrà di 4231, affidandosi a Leali in porta, Zappa e Bradaric sui laterali bassi, Bernede in regia, Sarr e Mulattieri in attacco.

CHIAVI TATTICHE – I duelli individuali, come sempre, saranno decisivi. Il Verona proverà a mettere Sarr, Compagnoni e Harroui tra le linee, in modo da prendere d’infilata l’Arezzo, che dovrà di volta in volta scegliere l’uomo che prenderà in consegna il trequartista gialloblu: Iaccarino o un centrale di difesa? Dall’altra parte, Tavernelli e Arena possono diventare grimaldelli preziosi per attaccare alle spalle i terzini di Baroni. L’Hellas è più forte, gli amaranto però sono in palla e se la giocheranno.

Circa 15mila gli spettatori previsti al Bentegodi, con 500 sostenitori aretini nel settore ospiti. Arbitra Zufferli di Udine, calcio d’inizio alle ore 17.15, un quarto d’ora dopo l’ultimo colpo di mortaio che annuncerà l’ingresso in piazza Grande dei figuranti del Saracino.