Una stagione e mezza con l’Arezzo, una promozione conquistata e 21 gol messi a segno, con un legame rimasto solidissimo nel tempo. In città si è sposato e quando torna è sempre una festa. Un anno e mezzo fa, ospite di un evento di Orgoglio Amaranto al teatro Aretino, dette vita sul palco a un memorabile duetto con Sandro Tovalieri. Domenica sarà un piacere riabbracciarlo
“Tra i mille e passa biglietti per il settore ospiti del Ferraris, c’è anche il mio. Non potevo mancare e infatti non mancherò”. La voce è quella inconfondibile di Bobo Pilleddu, anima genovese e cuore amaranto: “Siccome quando giocavo mi dicevano spesso che ero un animale, domenica vengo dentro la gabbia. Penso che ci starò bene. Marassi è la mia casa e i tifosi dell’Arezzo sono miei fratelli, la situazione ideale per me”.
Corrado Pilleddu, classe 1967, è uno che rischiò la rissa in autogrill, mentre tornava a casa sua, a Genova, perché i tifosi dello Spezia lo riconobbero dopo averlo “beccato al Comunale” e volevano fargli la festa. Lui, ovviamente, non si era tirato indietro. E’ uno che nel 2005, quando il Genoa di Cosmi affrontò l’Arezzo di Tardelli a Marassi, in serie B, si piazzò davanti all’ingresso del settore ospiti per salutare i tanti aretini presenti. Domenica la partita se la vedrà insieme a loro.
Chioma al vento, corse a perdifiato e gol. Bobo ne ha segnati 21 in un anno e mezzo con la maglia amaranto, ha vinto un campionato, è stato ceduto contro la sua volontà. Generoso, indomito, battagliero, in campo non si risparmiava mai. Centravanti vecchio stampo per fisicità e interpretazione del ruolo, non era un uomo d’area ma era un uomo squadra. La palla andava a cercarsela con la garra più che con la tecnica, anche se in acrobazia era abilissimo e ha firmato segnature da applausi.
L’Arezzo lo prelevò dal Ponsacco, insieme al suo amico Andrea Cipolli, nell’estate del 1997. Con i rossoblu, l’anno prima, aveva bucato gli amaranto sia all’andata che al ritorno, guadagnandosi le attenzioni della dirigenza e gli improperi dei tifosi, che diventarono applausi già in precampionato. Perché Bobo è uno di quelli che se ce l’hai contro ti manda in bestia. Ma se ce l’hai dalla tua parte, non puoi non amarlo.
E infatti il legame con la piazza è rimasto intatto anche a distanza di quasi 30 anni e anche dopo la sua partenza per Foggia. Pilleddu nella prima stagione in amaranto segnò 14 gol, trascinò la squadra ai playoff e quindi alla C1, per poi mettere dentro altri 7 palloni nella stagione successiva, chiusa anzitempo.
Bravo di testa, furbo nel corpo a corpo, aveva un tiro velenoso e una coordinazione che gli consentiva di trasformare in assist semplici cross buttati in mezzo. Ad Arezzo si è sposato nel 2023 e, quando torna, è sempre una festa. Con Graziani e Cosmi aveva un rapporto che andava oltre gli schemi classici, corroborato da una complicità che nel calcio di oggi è sempre più rara. Un anno e mezzo fa, ospite di un evento di Orgoglio Amaranto al teatro Aretino, dette vita sul palco a un memorabile duetto con Sandro Tovalieri. Domenica sarà un piacere riabbracciarlo.












