Tavernelli al cross davanti al settore ospiti

Meno lavoro del temuto per Nunziante, altro esame superato per Gilli, gagliardo Righetti. Un errore solo, ma che poteva costare carissimo, per Coppolaro. Mawuli, esordio da titolare con la fascia da capitano. Primo gol di Arena in stagione. Timidi progressi per Cerri, che però resta sotto la sufficienza. Bene tutti i subentrati: Cagnano, Iaccarino, Ionita, Mancuso e Pattarello

Le pagelle di Sampdoria-Arezzo.

NUNZIANTE 6.5 Alla fine la temuta serata nel catino di Marassi, con il pubblico attaccato alla porta e l’erba fradicia di pioggia, scorre via senza troppo lavoro. Incolpevole sul gol di Henderson, pochissimo impegnato per larghi tratti di gara, più sicuro con i piedi rispetto a inizio stagione. Nel concitato finale, lo salva Cagnano con una spaccata provvidenziale.

RENZI 7 Dalla sua parte c’è Begic, che dentro la Samp di questo periodo è uno dei pochi a prendere l’iniziativa e guizzare in dribbling. Difatti l’azione dell’1-0 nasce da lì. L’incidente di percorso viene brillantemente e celermente archiviato con un dinamismo che porta salute a tutta la squadra. Più girano le lancette, più si riducono i rischi dalla sua parte e più aumenta la spinta in avanti. Nel primo quarto d’ora della ripresa, insieme ad Arena, sconquassa la sinistra doriana e arriva sul fondo per il cross per tre volte consecutive. Gli manca solo l’assist decisivo ma quella di Genova è anche la sua notte.

GILLI 7 Sfortunato nel contrasto vigoroso, al limite del fallo, con Abildgaard che precede di poco la rete del vantaggio doriano. Per il resto, una prova impeccabile in chiusura, nei contrasti, nelle letture, anche nell’impostazione da dietro. Superato a pieni voti l’esame del Ferraris. Per un debuttante in B, un bel timbro sul curriculum.

COPPOLARO 6.5 Rischia di mandare in frantumi il sogno del popolo amaranto con quel rinvio maldestro, dentro l’area di rigore, al minuto 95. In quel caso può accendere un cero a Cagnano che si immola e concede alla Samp solo un corner. Ma è l’unico frangente in cui sporca la sua prestazione, per il resto molto sicura e tranquillizzante per i compagni. Lauritsen non la becca mai, Tutino nell’ultima mezz’ora non fa meglio. Merito anche suo.

RIGHETTI 7 Nessun timore reverenziale, nessun effetto inibitorio dello stadio, un’interpretazione gagliarda del ruolo e della gara. Verschaeren è mobile ma lui lo imbriglia e riparte. Qualche imprecisione qua e là, compensata da alcune giocate con il piede da centrocampista. Il salto in B non l’ha ridimensionato, gli ha fatto salire un gradino della scala (24′ st Cagnano 6.5 Non giocava dall’infausto secondo tempo di Verona. Dissipa i dubbi sulle sue condizioni con una mezz’oretta pimpante, in cui battaglia lungo la linea dell’out e soprattutto nega a Verschaeren il 2-2 che avrebbe avvelenato il ritorno a casa dei 1500 aretini. Determinante nel momento più delicato di tutti).

MAWULI 6 Seconda volta da titolare in stagione, con la fascia di capitano al braccio per giunta. Ci mette ciò che sa dare, cioè vigoria, contrasto e gli inserimenti senza palla che per poco non lo portano al gol a metà primo tempo. Gregario prezioso in una partita adrenalinica. Quando prende il giallo, Bucchi lo toglie per non rischiare guai (24′ st Ionita 6.5 Entra con la bava alla bocca, svelle palloni dai piedi blucerchiati, combatte e si inserisce. Guadagnerebbe pure un rigore, perché Ferrari respinge con il braccio un suo tiro in porta a botta sicura, solo che Colombo e il Var non vedono. Il mal di schiena lo aveva costretto alla panchina ma aveva voglia di mettere la firma sull’impresa. Guerriero).

CHIERICO 9 Sì, 9. Perché il gol è una perla rara. Perché è un gol che vale tre punti. Perché lo segna a Marassi contro la Sampdoria. E perché intorno c’è una prestazione scintillante, infarcita di tecnica e personalità, di idee efficaci, di palloni accarezzati nel modo giusto. Memorabile la finta di corpo con cui elude il pressing di due doriani dentro l’area amaranto e avvia il contropiede a campo aperto. Tanta roba in un grande palcoscenico. Arrivò ad Arezzo a parametro zero nell’estate 2024, potrebbe diventare un tesoretto e forse lo è già. Esce, anche troppo presto, perché ammonito (18′ st Iaccarino 6.5 Torna nella mischia un mese e mezzo dopo l’infortunio di Verona e con il ginocchio finalmente a posto. Spezzone brillante, subito in gara con le gambe e con la testa. Dà sostanza in mezzo al campo nella parte discendente del match).

SALA 7.5 Uomo ovunque, uno dei rari casi in cui corsa e generosità non inficiano la qualità delle giocate. Si butta negli spazi con costanza, torna dietro a coprire, aiuta i compagni e morde gli avversari. Prestazione totale cui manca solo il gol, che peraltro si era apparecchiato in autonomia con serpentina e bordata di sinistro durante il recupero. Il palo davanti alla Nord ancora trema, lui non ha tremato mai. Preso da svincolato pochi mesi fa, sta portando birra e volume di gioco. Un domani porterà pure qualche soldino, chissà.

ARENA 7 Il primo gol del suo campionato è un regalo del fischiatissimo Vindahl ma così va il calcio: mors tua, vita mea. Furetto sgusciante per mezz’ora, poi con qualche pausa alternata a intuizioni intelligenti. Nel primo quarto d’ora della ripresa manda tre volte consecutive Renzi al cross dalla riga di fondo, mettendo in mezzo il povero Di Pardo (33′ st Pattarello 6.5 Non male. Un paio di spunti dei suoi, di potenza, di fisico, un contropiede concluso in modo discutibile con un tiro in bocca al portiere e un altro con la palla infilata all’incrocio. Il 3-1 avrebbe evitato ansie e fibrillazioni, invece era fuorigioco. Il gol non esiste più, lo spunto personale sì).

CERRI 5.5 Meglio delle altre volte, un po’ più presente, più incisivo nelle spizzate, più redditizio con la copertura del pallone. Però da uno con 90 gare in A e 200 tonde tonde in B, è giusto attendersi un apporto ancora maggiore. Siamo oltre la metà di ottobre, è tempo di cominciare a tirare qualche riga (18′ st Mancuso 6 Con la Samp riversata in avanti, gli spazi si dilatano. E l’Arezzo difatti potrebbe triplicare in più circostanze, originate anche dai suoi movimenti a bucare la linea. Dai compagni, però, non gli arrivano gli inneschi migliori).

TAVERNELLI 7.5 Bucchi lo schiera dall’inizio dopo lo stop causa pubalgia e lo lascia dentro fino alla fine, spremendone una quantità impressionante di corse in avanti e all’indietro, di inventiva, di conclusioni in porta (non impeccabili in verità), di possesso palla. Commovente il suo finale di gara che galvanizza il settore sistemato a pochi metri da lui.