Matteo Brunori torna per la prima volta da avversario

Classe 1994, nato a Macaè in Brasile ma italiano a tutti gli effetti, segnò 17 gol nella stagione 2018-19. Arrivava dai dilettanti del Villabiagio e quel campionato fu il suo trampolino di lancio. In estate i rumors di mercato, poi svaniti, su una possibile seconda esperienza al Comunale. Nel 2022, con l’Arezzo in D, mandò un messaggio di vicinanza: “La piazza mi è rimasta nel cuore, ai tifosi dico che dai momenti difficili se ne viene fuori”. Nell’Ascoli è un ex anche l’altro centravanti Gori: 21 presenze e 9 gol nel torneo 2019-20 interrotto dal Covid

Forse è la prima volta nella storia che una squadra si presenta con due attaccanti che sono due ex. Che ad Arezzo hanno fatto bene. E che potevano pure tornare, viste le voci di mercato degli anni e dei mesi scorsi. Se per Gabriele Gori, 27 anni, 21 presenze e 9 gol nella stagione 2019-20 interrotta dal Covid, l’ingresso al Comunale da avversario si è consumato già la stagione scorsa, per Matteo Brunori sarà la prima volta.

Classe 1994, nato a Macaè in Brasile ma italiano a tutti gli effetti, nel 2018-19 in amaranto conobbe la svolta della sua carriera. Centravanti atipico, un po’ prima e un po’ seconda punta, veloce, solido fisicamente, in grado di calciare di destro e sinistro, mise dentro 13 palloni durante la stagione regolare e 4 ai play-off. Totale, 17 gol, quasi tutti di pregevole fattura che gli valsero la vittoria della nostra Perla amaranto, del Cavallino d’oro e l’affetto della gente. Arrivava dai dilettanti del Villabiagio, dove il ds Testini l’aveva visto giocare diverse volte, e aveva segnato valanghe di gol con il Petrognano. Il trampolino vero, però, fu Arezzo. Successivamente ha giocato con Pescara, Juventus Next Gen, Virtus Entella e Palermo, dove ha fatto boom con 175 partite in rosanero e 76 gol. Quindi Sampdoria e, dalla scorsa estate, prestito ad Ascoli: per adesso 7 volte in campo e un gol.

Lasciò l’Arezzo dopo la semifinale playoff di Pisa e si congedò così: “Il calore di una città, il supporto e la fiducia che ci sono stati dati fino alla fine, lottando e gioendo sempre al nostro fianco, in una sola parola: AREZZO. Onorato di aver indossato questa maglia. Grazie a tutta questa meravigliosa gente, grazie anche alla società e grazie a tutti i miei compagni che in questo viaggio hanno fatto parte di quello che SQUADRA significa veramente, dentro e fuori dal campo. Uscire di scena così fa male, ma ne usciamo comunque a testa alta perché ci abbiamo creduto fino alla fine e non abbiamo smesso di combattere neanche per un secondo. Un campionato meraviglioso”.

Nel 2022, quando a Palermo era diventato un idolo e l’Arezzo si dimenava in D, inviò un messaggio affettuoso alla piazza: “Arezzo mi è rimasta nel cuore per tante cose, è stata una svolta per me. Quindi un saluto alla città lo faccio molto volentieri, ancora oggi seguo ogni partita e dico ai tifosi della curva Minghelli che dai momenti difficili se ne viene fuori. Loro devono continuare a seguire la squadra come sanno fare. Spero che prima possibile tornino nelle categorie che meritano”.

La scorsa estate il suo nome era tornato a circolare tra i rumors di mercato dell’Arezzo. Un’ipotesi, quella di un Brunori-2, che aveva acceso la fantasia dei tifosi, anche se una vera trattativa con il Palermo, club titolare del suo cartellino, non c’è mai stata. A meno di 48 ore dalla partita, il ritorno dell’attaccante di Macaè è già una storia nella storia di Arezzo-Ascoli. Molti tifosi riavvolgeranno il nastro della memoria, ricordando il primo gol (bellissimo) al Pontedera, la doppietta di Alessandria, i due gioielli contro la Viterbese nei playoff.

Dopo il saluto di Bazzani a Marassi (con Pilleddu nel settore) e l’omaggio a Floro Flores sabato scorso, è tempo di un altro amarcord. Brunori un po’ d’amaranto lo porta ancora sulla pelle ma stavolta, visto il contesto, ci sarà poco margine per i sentimenti. I tre punti pesano tanto e il passato, per un’ora e mezzo, finirà dentro un cassetto. Poi sarà bello riabbracciarlo.