1971, tournée del Bologna oltreoceano. I rossoblu giocano tre volte in amichevole contro il Santos e al termine dell’ultima gara disputata a Montreal, O Rey si avvicina a quel giovane tutto dribbling e fantasia per fargli i complimenti. E gli regala la sua numero 10. “E’ stato il più forte di sempre. Per quelli della mia generazione era un mito, la sua morte mi addolora ma il suo nome e le sue gesta rimarranno nel cuore della gente”

Prima di Natale, nell’intervista rilasciata ad Amaranto Social Club, aveva ricordato quell’aneddoto risalente a 51 anni fa: a Montreal, dopo la partita amichevole giocata contro il Santos, Pelè gli si era avvicinato per fargli i complimenti. E gli aveva regalato la sua maglia bianca con il numero 10. Mauro Pasqualini era una giovane ala del Bologna, guizzante ed estroso, abile nel dribbling e nelle finte di corpo: uno stile di gioco molto brasiliano che aveva affascinato anche O Rey. Correva l’anno 1971.

Pasqualini, che ad Arezzo ha giocato nella stagione 1969/70 in serie B, e che qua si è fermato a vivere, quella maglia l’ha sempre conservata come una reliquia. Come riporta il Corriere della Sera – edizione Bologna, nel 2012 la mise all’asta per reperire fondi per la sua Crevalcore ferita dal terremoto: se l’aggiudicò la Uisp di Bologna, che raccolse oltre 9.000 euro nell’asta complessiva, e pochi mesi dopo la maglia – essendo un’asta simbolica – gli venne riconsegnata in occasione di una gara interna dei rossoblu.

Oggi che il mondo piange la morte di Edson Arantes do Nascimento, Pasqualini ha voluto salutare il grande campione che gli ha regalato scampoli di notorietà e un meraviglioso ricordo personale: “Ho giocato anche in serie A, eppure in giro mi conoscono più per la maglia di Pelè che per la mia carriera. Lui è stato il più forte di sempre e, per come l’ho conosciuto io, una persona di grande disponibilità. Per quelli della mia generazione era un mito, il simbolo del calcio. La sua morte mi addolora ma il suo nome e le sue gesta resteranno nel cuore della gente per sempre”.