Tre mesi esatti dopo l’infortunio che aveva consegnato a De Col la maglia da titolare, il terzino torna nella mischia in una singolare staffetta con il compagno. Prima volta dall’inizio senza affanni per Coppolaro, inoperoso Venturi, un po’ meglio delle ultime volte Tavernelli. Per Guccione troppi errori nel primo tempo, poi ritrova ordine. Cianci generoso ma senza tiri in porta, per Varela uno spezzone non da lui
Le pagelle di Arezzo-Pontedera.
VENTURI ng Un’ora e mezzo nel gelo del Comunale senza effettuare nemmeno una parata. Forse ibernato, di sicuro inoperoso.
DE COL ng Alla faccia dell’anno nuovo, vita nuova. Dodici minuti e poi si fa male, ricominciando il 2026 come aveva chiuso il 2025, cioè abbandonando la contesa anzitempo per un malanno muscolare (sembra). In bocca al lupo (15′ pt Renzi 7 Tre mesi esatti dopo l’infortunio che aveva consegnato a De Col la maglia da titolare, rientra nella mischia in una singolare staffetta con il compagno. Bagna il nuovo esordio con il gol che vale i tre punti della prima mini fuga stagionale, giocando di carambola con il palo e il povero Biagini. Bentornato).
COPPOLARO 6 La prima volta dall’inizio è comoda e confortevole. Il Pontedera ha il penultimo attacco del girone e difatti in avanti, nonostante la prestanza di Nabian, non si vede mai. Un pomeriggio in scioltezza.
CHIOSA 6 La sterilità avversaria è un alleato di ferro anche per la sua prestazione, decisamente più vigorosa e attenta di quella di Forlì. L’Arezzo rischia zero, lui sta sul pezzo fino all’ultimo minuto.
RIGHETTI 6 Stavolta non riesce ad armare il suo cross di sinistro come accaduto nella trasferta del Morgagni. Un bel guizzo nella ripresa, qualche impaccio più del normale nel palleggio, una prova sufficiente.
IONITA 6 Era il più atteso di tutti per ovvi motivi. Comincia a giri bassi per prendere confidenza con compagni e meccanismi di gioco, poi procede a sprazzi. Si vede che sa muoversi e sa giocare a pallone ma sceglie di non strafare e di dedicarsi alle cose semplici, che non è mai una decisione sbagliata. Saggio nel gestire il possesso nel finale di gara.
GUCCIONE 6 Primo tempo con insoliti errori di misura nei passaggi in profondità, figli di incomprensioni con i compagni nel movimento e nel contro movimento. Piano piano ritrova ordine e precisione, anche se per una sera lascia la ribalta dei cambi gioco all’omologo Caponi, preferendo appoggiarla vicino senza rischiare.
CHIERICO 5 Parte benino, arriva sfinito alla sostituzione. Per mezz’ora propone le cose che sa fare con criterio, poi la gamba rallenta e il rendimento va in picchiata. Nella ripresa regala al Pontedera palloni che lui, quando è al top, trasforma in oro. Avrebbe dovuto essere cambiato prima ma Bucchi aveva la panchina corta (44′ st Meli ng).
PATTARELLO 5 Passo indietro rispetto alla prova extralarge di Forlì. Volitivo ma poco efficace, si mette in luce solo con l’affondo che origina l’1-0, anche se più del suo cross è decisivo il rinvio maldestro di Pretato, che serve un assist involontario a Renzi. Non sboccia nemmeno nella ripresa e Bucchi gli risparmia gli ultimi venti minuti (25′ st Arena 6 Esordio in amaranto con vivacità apprezzabile anche in ripiegamento difensivo).
CIANCI 5.5 Il voto al centravanti dell’Arezzo è più complicato degli esercizi di matematica ai tempi del liceo. Impegno e generosità non difettano, solo che la prima punta della squadra prima in classifica deve dedicarsi quasi solo al lavoro di raccordo sulla trequarti, a smistare qualche palla come Dio comanda. Tiri in porta nemmeno uno. Ma la ragion di Stato, da sempre, viene prima di tutto.
TAVERNELLI 6 Un po’ meglio delle ultime volte. E’ intraprendente, tocca tanti palloni, rispolvera anche la conclusione da fuori area che in diverse circostanze, in passato, aveva sbrogliato matasse intricate. Dopo l’intervallo smarrisce consistenza (25′ st Varela 5 Scampolo di gara non da lui, ingabbiato da Cerretti. Poca roba).












