L’impianto marchigiano è stato edificato nel 1927 come velodromo, caratteristica molto diffusa in quel periodo, e richiama alla mente un’altra grande passione degli italiani: il motociclismo. Il bar del settore ospiti che sembra il parlatoio di un carcere, la bella storia di Luca Bartolucci e il progetto (con plastico) per una nuova arena biancorossa
Stasera l’Arezzo sarà di scena allo stadio Tonino Benelli di Pesaro (capienza 4.800 spettatori). Una trasferta non particolarmente proibitiva visti i suoi 200 km di distanza, se non fosse per il giorno lavorativo e l’orario serale (venerdì alle 20.30) che ha limitato il numero dei tifosi (316).
L’impianto che ospiterà gli amaranto si trova in pieno centro abitato ed è intitolato ad Antonio Benelli detto “Tonino” (1902-1937), il più piccolo dei sei fratelli Benelli, motociclista più volte campione italiano scomparso a causa di un banale incidente sulla strada per Riccione, dopo aver rischiato la vita su tutti i circuiti d’Italia e di mezza Europa. La famiglia Benelli prima della seconda guerra mondiale diede vita a una delle cinque case motociclistiche italiane (le altre erano Gilera, Moto Guzzi, Sertum e Bianchi) che costituivano la cosiddetta “pentarchia”, ovvero l’ossatura dell’industria motociclistica internazionale.
L’impianto sportivo fu edificato da Romolo Rifelli, imprenditore edile nonché al tempo presidente della Vis Pesaro, ed entrò in funzione nel 1927 come velodromo, una caratteristica molto diffusa in quel periodo (basti pensare agli impianti di Carpi, Como, Varese, Forlì, Mantova, Lanciano). Tuttora è visibile parte della pista, nonostante i lavori di ristrutturazione del 2014 che hanno comportato la rimozione delle reti tra campo e spalti di fronte alla Gradinata, ricostruita più avanti rispetto al settore coi caratteristici gradoni a strisce bianco-rosse dove stazionavano storicamente gli Ultras Vis Boys.
I tifosi ospiti vengono collocati da sempre nella parte di tribuna scoperta laterale, a destra rispetto alle riprese tv. Un settore semplice ma vicino al campo e tutto sommato comodo per la visuale della partita e per far sentire l’incitamento. Se non è cambiato nulla, sotto i gradoni degli ospiti c’è anche una finestrella con delle grate, il classico “bar” in stile parlatoio di un carcere.
Per i tifosi amaranto la trasferta nello stadio pesarese non costituisce motivo di particolari ricordi, mentre a campi invertiti, per i biancorossi il Comunale di Arezzo è senza dubbio legato alla splendida vittoria per 1-0 nella finale play off di serie C2 contro il Rimini, stagione 1999/2000.
Sarà per il fatto che lo stadio Benelli si avvicina al secolo di vita o che il Comune di Pesaro continua a buttarci fior di soldi pubblici per rattopparlo che la Balzano consulting group un anno fa ha lanciato una proposta per un nuovo impianto, corredata da immancabile plastico.
Un fatto davvero curioso che ha dato notorietà alla passione per la Vis è stata la storia di Luca Bartolucci, ragazzo non vedente, e di suo padre Luigi che accompagna da anni il figlio allo stadio, raccontando la partita come un vero telecronista. Su questa storia è stato realizzato un servizio andato in onda al Tg1 il 23 ottobre 2023.
Una serata che richiamerà di certo un buon pubblico anche in considerazione dell’amicizia (ex gemellaggio) dei tifosi pesaresi con gli ascolani, a cui farebbe piacere uno sgambetto alla capolista.












